Classe Los Angeles, gli SSN “spina dorsale” della flotta subacquea USA

ALTRO NOME: classe 688; classe LA
TIPOLOGIA: sottomarino nucleare da attacco
ANNI DI SERVIZIO: 1976-in servizio
ESEMPLARI COSTRUITI: 62
PAESE: Stati Uniti

USS Asheville  - Classe Los Angeles
Lo USS Asheville fotografato nel 2006, durante un’esercitazione. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Photographer’s Mate 2nd Class Scott Taylor, US Navy. US Public Domain

La classe Los Angeles (o classe 688) è una numerosa “famiglia” di sottomarini nucleari da attacco (o “fast attack submarine”) in servizio con la US Navy. Conosciuti anche con il nome di “classe 688” dal numero di scafo del primo esemplare, costituiscono la più numerosa classe di battelli atomici mai realizzata.

Il capoclasse USS Los Angeles (SSN-688) entrò in servizio nel 1976, come successore degli ottimi Sturgeon. Al giorno d’oggi, sono ancora in servizio in una trentina di esemplari, in fase di sostituzione dai più moderni classe Virginia.

I 62 esemplari realizzati, in servizio da oltre 40 anni, hanno costituito (e continuano a costituire) un elemento indispensabile della strategia navale statunitense. Questi sottomarini, infatti, hanno rappresentato i “cavalli da tiro” della US Navy negli ultimi 15 anni della Guerra Fredda, trovandosi alle prese prima con i Victor, ed infine con i (molto) più moderni Akula e Sierra sovietici. Successivamente, hanno continuato a costituire il cuore della flotta subacquea statunitense, specie in seguito al drastico ridimensionamento del programma Seawolf (ridotti ad appena tre esemplari per motivi di costi) ed in attesa dell’ingresso in servizio dei Virginia, a partire dal 2004.

Secondo i piani della marina americana, questi sottomarini dovrebbero restare in servizio almeno fino al 2030, sempre se non saranno attuati programmi per allungarne la vita operativa.

Storia

La General Dynamics, tramite la sua divisione navale Electric Boat, iniziò a lavorare su un successore della classe Sturgeon nei primi anni settanta. Gli Sturgeon erano battelli molto riusciti (rimasero in servizio per tutti gli anni novanta, e la loro radiazione fu dovuta, spesso, a tagli di bilancio), ma era chiaro che serviva qualcosa di più sofisticato. Infatti l’Unione Sovietica, a partire dalla fine degli anni sessanta, stava iniziando ad immettere in servizio i classe Victor, che erano decisamente più sofisticati dei modelli precedenti (anche se restavano molto rumorosi, specie se confrontati a quello che avevano gli americani). Dunque, per mantenere un certo “vantaggio” tecnologico dall’avversario, era necessario sviluppare battelli sempre nuovi.

La classe Los Angeles fu la risposta a questa specifica esigenza: va bene che la tecnologia subacquea statunitense per certe cose era avanti 10-15 anni rispetto a quella sovietica, ma perché rischiare di farsi raggiungere?

Lo scopo, quindi, era quello di avere un sottomarino realizzabile in grandi quantità, e che fosse efficace nella guerra antisommergibile (ASW) e di superficie, oltre che nelle operazioni di scorta ai gruppi di portaerei, posa di campi minati, raccolta di informazioni ed appoggio alle operazioni delle forze speciali: in altri termini, un degno erede della classe Sturgeon.

La costruzione del primo esemplare iniziò presso il cantiere navale di Newport News, nel 1972, ed entrò in servizio quattro anni dopo: si trattava dello USS Los Angeles (SSN-688), che sarebbe stato seguito da altri 61 battelli, dando vita ad una delle classi di SSN di maggior successo della storia.

Descrizione tecnica

Caratteristiche generali

I sottomarini della classe Los Angeles sono stati realizzati in tre versioni principali. Tuttavia, le caratteristiche “fisiche” sono molto simili. Lo scafo, infatti, è praticamente identico: solita forma a goccia allungata, che ormai accompagna gli SSN statunitensi dagli anni sessanta, con superfici di controllo di poppa cruciformi ed una singola elica a sette pale al centro. I timoni di prua, come nelle classi precedenti, sono montati ai lati della falsatorrre. La lunghezza dello scafo (singolo, come praticamente tutti i sottomarini americani) è di 109 metri, per un dislocamento in immersione di 6.900 tonnellate. Come si può vedere dai numeri, sono molto più grossi e “pesanti” dei precedenti Sturgeon (92 metri e meno di 5.000 tonnellate per la variante Long Hull).

Lo scafo è realizzato nella “solita” lega in acciaio ad alta resistenza HY-80, in grado di reggere pressioni piuttosto elevate. La profondità operativa, come spesso accade, è un’informazione classificata, ma si ritiene essere intorno ai 300 metri, con collasso dello scafo a 450.

Interni

Internamente, è organizzato in due “sezioni” completamente stagne, ognuna delle quali grande grossomodo metà battello. La metà poppiera è interamente occupata dalla sala macchine: reattore nucleare, turbine ed un evaporatore per la distillazione dell’acqua. La parte prodiera, invece, è organizzata su tre livelli.

  • Sala controllo: risiede nel livello superiore. Da qui è possibile monitorare tutte le attività di bordo, oltre che supervisionare alle operazioni da attacco. Sopra questo ambiente, ovviamente, c’è la falsatorre.
  • Area per l’equipaggio: livello intermedio. Qui sono presenti tutti gli ambienti per la vita di bordo: cucina (in grado di servire quattro pasti al giorno), cuccette (ogni uomo ha la sua, ed è l’unico ambiente “privato” di tutto il sottomarino) e sala ufficiali.
  • Sala siluri: livello più basso. Come in tutti i sottomarini nucleari statunitensi sviluppati dopo lo USS Tullibee, i tubi di lancio sono inclinati sui lati, più o meno al centro del sottomarino. Questa soluzione è dovuta alla mancanza di spazio a prua, interamente occupata dal il sonar sferico.
Propulsione

I “classe 688” sono spinti da un singolo reattore nucleare S6G: realizzato dalla General Electric e con nucleo di sesta generazione. Inizialmente, il nucleo era lo stesso del reattore D1G, ed era in grado di produrre 150 MW e circa 30.000 hp di potenza. Successivamente, a partire dallo USS Providence (SSN-719), venne utilizzato quello del D2W: questo permette di raggiungere i 165 MW, con 33.500-35.000 hp “scaricati” sull’elica. Quando si trattò di effettuare il “refuelling” ai vari battelli della classe, la modifica venne estesa a tutti gli esemplari. Il reattore S6G era completamente nuovo: infatti, era dal 1959 che la US Navy utilizzata lo S5W. Ma le prestazioni? Qui entriamo nel campo delle ipotesi. Come al solito, la marina statunitense dichiara una velocità in immersione “superiore a 25 nodi”. Tuttavia, è praticamente certo che questa sia di 33 nodi, e secondo alcuni potrebbe raggiungere anche i 37 nodi!

Si tratta di prestazioni molto elevate, e per certi versi eccezionali se rapportate agli Sturgeon: questi, infatti, nonostante fossero più piccoli, non superavano (pare) i 26-27 nodi in immersione.

Oltretutto, i Los Angeles sono anche molto silenziosi. La US Navy, infatti, ha sempre “puntato” parecchio sulla furtività dei suoi battelli subacquei. Questi sottomarini, in un certo senso, poterono contare sulle esperienze condotte sugli USS Narwhal e Lipscomb, degli Strugeon modificati per testare una serie di tecnologie sperimentali per diminuire la rumorosità. Le soluzioni sviluppate su questi due battelli, per motivi di affidabilità o costi, non vennero implementate sui ‘688, ma furono comunque importanti per i progettisti.

USS Miami - Classe Los Angeles
Lo USS Miami nel 2009, fotografato mentre torna in porto. Qualche anno dopo, il sottomarino rimase vittima di un incendio doloso, provocato da un operaio che “voleva uscire prima dal lavoro”. I danni furono tali che la US Navy fu costretto a ritirarlo dal servizio. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Autore: SSN 755, US Navy. US Public Domain
Elettronica di bordo

Naturalmente, la strumentazione installata era il meglio che la tecnologia americana poteva offrire per l’epoca. Strumentazione, va detto, che è stata costantemente aggiornata. Un esempio su tutti, il sonar. I Los Angeles imbarcano un sistema BQQ-5, che è stato realizzato in varie versioni. L’ultima, la BQQ-5D, è la medesima dei sofisticatissimi classe Seawolf. Oltre al sonar, vi sono sistemi attivi sulle fiancate (AB/BQG-5) ed antenne rimorchiate via cavo.

Armamento ed equipaggio

L’armamento, di base, è costituito da quattro tubi lanciasiluri da 533 mm, sistemati a coppie (una su ogni lato dello scafo). Questi tubi possono lanciare praticamente di tutto:

  • siluri Mark 48, accreditati di una gittata superiore ai 100 km, a seconda della versione (la US Navy, come al solito, non si sbilancia e dichiara un generico “oltre 5 miglia nautiche”);
  • missili antinave sublanciati UGM-84 Harpoon, capaci di colpire bersagli ad oltre 250 km volando a 860 km/h;
  • missili da crociera Tomahawk (UGM-109 per la marina), che possono colpire un bersaglio terrestre a 2.500 km volando a quasi 900 km/h (anche qui, dipende dalla versione).
VLS - Classe Los Angeles
Lo USS Santa Fe con i VLS di prua aperti. Il Santa Fe è un Flight III. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: OS2 JOHN BOUVIA, US Navy. US Public Domain

Le versioni successive hanno anche dei tubi di lancio verticali per missili da crociera, ma le vedremo dopo.

L’equipaggio è composto da 126 elementi. Bisogna dire che i numeri variano un po’, si va dai 110 ai 149, a seconda delle fonti. Comunque noi prendiamo per buoni i dati di fas.org. La durata tipica di una missione è di 90 giorni.

Vediamo ora le varie versioni.

Classe Los Angeles – Flight I

Versione base dei Los Angeles. I primi 31 esemplari sono stati costruiti secondo questo standard.

  • Lunghezza: 109,73 metri (360 piedi)
  • Larghezza: 10 metri (33 piedi)
  • Pescaggio: 32,15 metri (9,8 piedi)
  • Dislocamento in emersione: 6.000 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 6.927 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare S6G, due turbine, 30.000 hp, un’elica
  • Velocità: 15 nodi in emersione, 33-37 in immersione
  • Profondità operativa: 290
  • Profondità massima: 450
  • Equipaggio: 126-129
  • Autonomia: 90 giorni
  • Armamento: 4 tubi lanciasiluri da 533mm
USS Los Angeles
Il capoclasse USS Los Angeles nel 2006. Sulla falsatorre si vedono molto bene i timoni, tipici dei “Flight” I e II. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Autore: Mass Communication Specialist 2nd Class Elizabeth Thompson, US Navy. US Public Domain

Classe Los Angeles – Flight II

Seconda versione, con otto esemplari costruiti. Il primo fu lo USS Providence (SSN-719), entrato in servizio nel 1985. Si differenziano dalla versione base essenzialmente per due fattori:

  • miglioramenti al reattore nucleare, con l’adozione del nucleo del modello D2W. Questo ha consentito un aumento della potenza, pare, da 150 a 165 MW, capaci di scaricare, secondo alcune stime, fino a 35.000 hp sull’elica. Il reattore nucleare, comunque, è sempre del tipo S6G.
  • armamento più potente, grazia all’installazione di 12 pozzi di lancio verticali (VLS, acronimo per Vertical Launch System) Mark 45. Questi servono per il lancio dei missili Tomahawk, e sono sistemati a prua, davanti alla falsatorre.

Per il resto, a quanto risulta, non ci sono particolari differenze, oltre ad eventuali aggiornamenti della strumentazione.

  • Lunghezza: 109,73 metri (360 piedi)
  • Larghezza: 10 metri (33 piedi)
  • Pescaggio: 32,15 metri (9,8 piedi)
  • Dislocamento in emersione: 6.000 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 6.927 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare S6G, due turbine, 35.000 hp, un’elica
  • Velocità: 15 nodi in emersione, 33-37 in immersione
  • Profondità operativa: 290
  • Profondità massima: 450
  • Equipaggio: 126-129
  • Autonomia: 90 giorni
  • Armamento: 12 VLS per missili da crociera Tomahawk; 4 tubi lanciasiluri da 533mm

Classe Los Angeles – Flight III – Improved 688 – 688I

I Los Angeles Flight III sono i battelli costruiti a partire dallo USS San Juan (SSN-751). Complessivamente, si tratta di 23 sottomarini, entrati in servizio tra il 1988 ed il 1996.

I Flight III costituiscono la risposta alle nuove minacce messe in campo dalla marina sovietica (VMF) negli anni ottanta. In questo periodo, infatti, la flotta con la stella rossa mise in servizio un “trio” che diede parecchi pensieri agli ammiragli statunitensi: le classi Akula, Sierra e Typhoon. Vediamole brevemente.

  • Classe Sierra: sottomarini nucleari da attacco ad elevate prestazioni, con doppio scafo integrale in titanio. Molto sofisticati (e temuti), ne furono realizzati solo quattro, a causa dei costi terrificanti.
  • Classe Akula: anche questi sono degli SSN. Si tratta della “versione economica” dei Sierra, anche se come prestazioni non hanno niente da invidiare. Realizzati in una quindicina di esemplari, sono estremamente furtivi.
  • Classe Typhoon: sottomarini nucleari lanciamissili balistici (SSBN) con struttura multiscafo. Si tratta dei più grandi mezzi subacquei mai realizzati, e sono stati progettati appositamente per operare sotto i ghiacci artici (dove individuarli è molto difficile. Anzi, quasi impossibile).

Sono tre classi molto avanzate: infatti, i sovietici utilizzarono bene le informazioni che erano state fornite dalla spia americana Walker. Queste informazioni, di fatto, resero possibile un salto tecnologico enorme, facendo recuperare alla VMF un ritardo stimabile in 10-15 anni. Gli stessi analisti NATO rimasero sorpresi da questi sottomarini, visto che non si aspettavano niente di simile per almeno un’altra decina d’anni!

Insomma, occorreva una risposta adeguata. La US Navy optò per due soluzioni:

  • realizzare una versione aggiornata di quello che era già in costruzione (i Los Angeles Flight III);
  • sviluppare una classe di SSN completamente nuova, più sofisticata (i Seawolf).
Polo Nord - Classe Los Angeles
Lo USS Hampton in emersione nei ghiacci artici. Notare l’assenza dei timoni sulla falsatorre. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Chief Journalist Kevin Elliott, US Navy. US Public Domain

I Flight III riprendono praticamente tutte le modifiche del precedente Flight II, con una serie di miglioramenti. Prima di tutto, si possono distinguere esteticamente: i timoni di prua non sono più sulla flasatorre, ma sono stati spostati direttamente a prua. Per fare in modo che non interferiscano con il sonar durante la navigazione, sono retrattili. La stessa flasatorre è stata rinforzata, in modo da permettere a questi sottomarini di operare più efficacemente nell’artico, sotto ed attraverso i ghiacci (e contrastare così i classe Typhoon).  Altre migliorie hanno riguardato la strumentazione (soprattutto il sonar), l’armamento (i tubi lanciasiluri sono stati resi compatibili con le mine navali) e la silenziosità. Per quest’ultima non esistono dati certi, ma si sa che riescono ed essere decisamente più furtivi degli Akula russi (con l’eccezione delle ultime versioni, ma parliamo di una manciata di battelli).

  • Lunghezza: 109,73 metri (360 piedi)
  • Larghezza: 10 metri (33 piedi)
  • Pescaggio: 32,15 metri (9,8 piedi)
  • Dislocamento in emersione: 6.000 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 6.927 tonnellate
  • Propulsione: 1 reattore nucleare S6G, due turbine, 35.000 hp, un’elica
  • Velocità: 15 nodi in emersione, 33-37 in immersione
  • Profondità operativa: 290
  • Profondità massima: 450
  • Equipaggio: 126-129
  • Autonomia: 90 giorni
  • Armamento: 12 VLS per missili da crociera Tomahawk; 4 tubi lanciasiluri da 533mm

Classe Los Angeles – Dry Deck Shelter

Cinque esemplari della classe Los Angeles furono modificati negli anni novanta per l’installazione di un Dry Deck Shelter (DDS), ovvero un modulo rimuovibile che serve a facilitare l’entrata e l’uscita dei sommozzatori per missioni speciali. Esteticamente, si tratta di cilindri lunghi 12,7 metri e dal diametro di 2,7, realizzati in acciaio HY-80 (lo stesso dei sottomarini). All’interno, vi è una camera iperbarica sferica e possono alloggiare un minisommergibile SDV per i Navy Seal (con i relativi operatori), oppure una squadra d’assalto di una ventina di elementi con quattro gommoni. Vengono montati alle spalle della falsatorre. Il sottomarino deve essere predisposto all’installazione, grazie ad agganci e portello per l’accesso al modulo degli operatori dal sottomarino. I battelli modificati furono gli USS Los Angeles, Dallas, Buffalo, Philadelphia e La Jolla.

DDS - Classe Los Angeles
Lo USS La Jolla nel 2004, con il Dry Deck Shelter installato sul dorso. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Journalist 3rd Class Corwin Colbert, US Navy. US Public Domain

Classe Los Angeles – USS Memphis (SSN-691)

Lo USS Memphis venne modificato come nave test: in pratica, fu predisposto per l’installazione di apparati sperimentali, da testare in condizioni reali. L’unità, nonostante questo, ha continuato a svolgere regolare servizio operativo.

Classe Los Angeles – ASDS

Due esemplari furono modificati per l’installazione di un particolare minisommergibile, chiamato ASDS (acronimo per Advanced SEAL Delivery System). In pratica, si trattava di un battello subacqueo lungo 20 metri e pesante una sessantina di tonnellate, con caratteristiche stealth, progettato per essere montato sul dorso dei sottomarini nucleari. Questo minisommergibile sarebbe dovuto servire come mezzo per trasportare una squadra di Navy Seal, per operazioni speciali e/o clandestine. Tuttavia, il progetto venne cancellato a causa di problemi di affidabilità e, soprattutto, dei costi fuori controllo.

ASDS - Classe Los Angeles
Lo USS Greenville, con l’ASDS montato sul dorso. La foto è stata scattata nel 2003. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Autore: US Navy. US Public Domain

Classe Los Angeles – Moored Training Ship

Lo USS La Jolla (SSN-701), dopo la radiazione, è stato convertito in Moored Training Ship (MTS). I lavori sullo USS San Francisco (SSN-711) invece sono in corso. I Moored Training Ship (MTS) sono dei sottomarini nucleari radiati dal servizio attivo che vengono tenuti ormeggiati per addestrare il personale della US Navy ad operare sui reattori nucleari. Solitamente, sono basati a Charleston, dove c’è la sede del Nuclear Power Training Unit (NPTU), alle dipendenze del Naval Nuclear Power Training Command. I sottomarini utilizzati per questo compito hanno gli armamenti rimossi o disattivati, ma il reattore nucleare perfettamente operativo.

Servizio operativo

62 unità in servizio

I battelli della classe Los Angeles entrarono in servizio a partire dal 1976. La loro costruzione andò avanti ad un rateo piuttosto elevato: da tre a cinque esemplari l’anno, per un totale di 62 unità. Per la US Navy, la loro importanza è stata, ed è tuttora, enorme: sono considerati gli SSN americani di maggior successo di tutta la Guerra Fredda, nonché la seconda classe di mezzi subacquei più prodotta dal Paese nordamericano (il record spetta alla classe Gato con 77 unità, ma parliamo di un sottomarino della seconda guerra mondiale).

Il loro costo non è elevatissimo: 900 milioni di dollari ad esemplare, con i prezzi del 1990, equivalenti più o meno ad 1,6 miliardi attuali. Certo, non te li tirano dietro, però in giro c’è molto di peggio (parlando di modelli occidentali. Quelli di produzione cinese e russa sono difficilmente confrontabili, quando si parla di prezzi) e comunque rientrano nella “media” per questo tipo di unità.

I Los Angeles sono sottomarini veloci, potenti e pesantemente armati, oltre che progettualmente ancora attualissimi, che sono perfettamente in grado di svolgere con successo le loro missioni, ad oltre 40 anni dall’entrata in servizio del primo esemplare. Per dirla tutta, in seguito ai vari programmi di aggiornamento, si possono ancora tranquillamente considerare tra i migliori mezzi di questo tipo in servizio al giorno d’oggi.

Ma esattamente, la US Navy come impiega questi sottomarini?

Tipologie di missioni

Il loro compito primario è sicuramente la protezione delle task force della US Navy, con le loro potenti portaerei atomiche. Praticamente, furono progettati appositamente per questo scopo: scortare questi grandi gruppi navali (e non solo loro) e difenderli da “sorprese” subacquee da parte dei sovietici. Di conseguenza, i ‘688 sono ottimizzati per la guerra sottomarina (ASW). Per la cronaca, si tratta di un ruolo in cui eccellono ancora oggi. Altra missione essenziale, ovviamente, era (ed è tuttora) il pattugliamento dei mari.

Con il loro armamento, possono colpire anche bersagli terrestri: i tubi di lancio verticali con i missili Tomahawk servono appositamente a questo. Con i loro missili Harpoon, inoltre, possono minacciare anche le unità di superficie.

Altri due compiti “tipici” dei Los Angeles sono la raccolta di informazioni per appoggiare le operazioni terrestri e, ovviamente, le missioni di sorveglianza e pattugliamento. Del resto, un nemico da combattere non c’è, ed a livello mondiale è completamente assente un avversario che abbia una forza sottomarina dello stesso livello di quella sovietica.

Un discorso a parte riguarda le missioni “speciali” con i sommozzatori. Alcune unità della classe (lo abbiamo visto) sono modificate per operare con i DDS. Tuttavia, al giorno d’oggi pare che queste missioni vengano svolte esclusivamente con i classe Ohio e Seawolf (soprattutto lo USS Jimmy Carter).

Impiego

Insomma, siamo davanti a battelli estremamente versatili, che possono svolgere una pluralità di missioni grazie alla loro capacità di restare in immersione per lunghi periodi, furtivi, a sorvegliare vasti tratti di mare, pronti a colpire qualora ce ne sia la necessità.

In oltre 40 anni di servizio, i Los Angeles sono stati largamente utilizzati in praticamente tutti i mari del mondo, inclusi quelli artici. Questi sottomarini ebbero il loro battesimo del fuoco (almeno ufficialmente) durante la Guerra del Golfo del 1991 (nove esemplari schierati, di cui due lanciarono i loro missili) e, successivamente, furono dispiegati anche durante l’invasione dell’Iraq del 2003 (dodici unità utilizzate). In generale, comunque, vengono dispiegati nelle varie aree di crisi, o comunque dove gli Stati Uniti hanno interessi da proteggere.

Classe Los Angeles in navigazione
Un esemplare della classe Los Angeles in navigazione nell’Oceano Pacifico. La foto è stata scattata nel 2003. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Autore: Photographer’s Mate Airman Rebecca J. Moat, US Navy. US Public Domain
Programmi di aggiornamento: i COTS

Come detto sopra, i Los Angeles sono stati sottoposti a programmi di aggiornamento, in particolare per quello che riguarda la strumentazione. La marina, ovviamente, ha cercato di non “svenarsi”, anche perché si tratta di una classe molto numerosa. Un sistema che ha consentito di ridurre parecchio i costi è stato il ricorso ai cosiddetti “componenti COTS” (acronimo per Commercial off-the-shelf), ovvero componenti hardware e software disponibili sul mercato. La US Navy, infatti, per decenni ha fatto largo uso di componentistica ed applicativi “dedicati”, ovvero progettati esplicitamente per le sue esigenze. Questi ovviamente sono molto più costosi. I COTS invece, essendo di produzione corrente, consentono risparmi notevoli.

La costruzione è andata avanti a lungo: 40 anni, dal 1976 al 1996. Caso praticamente unico, i primi esemplari furono radiati quando gli ultimi erano ancora in costruzione, nel 1995!

La sostituzione dei Los Angeles

I Los Angeles hanno risentito parecchio del ridimensionamento della spesa militare che ha seguito la fine della Guerra Fredda. Gli esemplari più vecchi, infatti, sono stati radiati dopo nemmeno vent’anni di servizio. Solitamente, il momento in cui viene decisa la radiazione è quello del “refuelling”, ovvero quando occorre sostituire il combustibile del reattore: si tratta di un procedimento molto costoso, e se la marina ritiene che “la spesa non valga l’impresa” il sottomarino viene radiato. Praticamente, questo è un destino che ha accumunato tutti i battelli del Flight I, ovvero quelli senza i VLS (a parte qualche eccezione).

Altra questione che la fine della Guerra Fredda ha influenzato è stata la sostituzione dei Los Angeles. Inizialmente, la US Navy intendeva sostituire i classe 688 con i Seawolf, il cui sviluppo iniziò nel 1983. Tuttavia, i costi dei Seawolf lievitarono a livelli tali che la marina statunitense decise prima di ridurre il numero di battelli, e poi ad interrompere la produzione dopo appena tre esemplari. Chiaramente occorreva un successore, ma che avesse un prezzo accessibile per poter essere costruito in numero adeguato. Quindi, la (solita) General Dynamics sviluppò i classe Virginia, attualmente in costruzione al ritmo di due esemplari l’anno.

La vita operativa di un Los Angeles è stimata essere di circa 30 anni. Tuttavia, secondo alcuni studi, questa potrebbe essere prolungata fino a 42 anni in seguito ad una approfondita revisione. Questo significa che i classe 688, probabilmente, continueranno a solcare i mari fino alla fine del decennio 2030, quando saranno completamente sostituiti dai Virginia.

Incidenti

I classe Los Angeles sono considerati sottomarini estremamente affidabili. Infatti, gli unici incidenti di rilievo sono stati provocati da errori umani, ed in queste occasioni occorre dire che le unità coinvolte hanno resistito molto bene. Due esemplari sono andati perduti in seguito ad incidenti: una collisione con un sottomarino russo ed un incendio doloso, ma li vedremo meglio dopo.

Degno di nota è lo USS Houston: nel 1989, fu vittima di un’impressionante sequenza di incidenti, tanto che l’equipaggio dell’epoca lo soprannominò “the boat from hell”. Per la cronaca, sempre nello stesso anno, l’unità partecipò alle riprese del film Caccia a Ottobre Rosso.

USS Houston - Classe Los Angeles
Lo USS Houston durante un’esercitazione, nel 2010. Questo sottomarino, nel 1989, rimase vittima di un’incredibile serie di incidenti. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Mass Communication Specialist 3rd Class Casey H. Kyhl, US Navy. US Public Domain
  • 29 settembre 1977: USS Philadelphia (classe Los Angeles). Lo USS Philadelphia e lo USS Archerfish (classe Sturgeon) si scontrarono di poppa, dentro al porto di Groton. La collisione avvenne a bassa velocità e i danni furono minimi.
  • 12 giugno 1979: USS Memphis (classe Los Angeles). Il sottomarino era ormeggiato a Norfolk, quando una delle catene che “tenevano” i siluri si ruppe, ed un ordigno precipitò a terra. Fu un volo di alcuni metri, ed il siluro si incastrò tra il meccanismo di carico ed una paratia. Fortunatamente non era innescato, se no sarebbe quasi sicuramente esploso, provocando l’affondamento dell’unità. Il siluro fu rimosso due giorni dopo.
  • 27 agosto 1981: USS Dallas (classe Los Angeles). Durante alcuni test presso le isole Andros (Bahamas), il sottomarino si incagliò in un basso fondale. Riuscì a liberarsi con le sue forze, ma danneggiò la parte bassa del timone. Quindi, fu costretto a tornare a Groton per le riparazioni.
  • 22 marzo 1982: USS Jacksonville (classe Los Angeles). Mentre navigava in emersione al largo di Cape Charles (Virginia), il sottomarino ebbe una collisione con il cargo turco General Z. Dogan. Danni minimi per il Jacksonville ed alla prua per la nave.
  • 1982: USS La Jolla (classe Los Angeles). Mentre il sottomarino era impegnato nelle prove in mare a quota periscopica, al largo di San Francisco, ebbe una collisione con lo USS Permit (classe Permit). Quest’ultimo era in superficie. Pochi danni per entrambi.
  • 21 settembre 1984: USS Jacksonville (classe Los Angeles). Collisione con una chiatta al largo di Norfolk. L’urto avvenne in superficie, e provocò pochi alla prua (fu necessario sostituire il sonar).
  • 29 aprile 1986: USS Atlanta (classe Los Angeles). Sul fondo dello Stretto di Gibilterra, il sottomarino prese il fondo, danneggiando il sonar ed una cassa di zavorra. I danni furono ingenti, visto che iniziò ad imbarcare acqua. Fortunatamente riuscì a raggiungere Gibilterra per le riparazioni di emergenza.
  • 31 ottobre 1986: USS Augusta (classe Los Angeles). Mentre il sottomarino era impegnato in una crociera di pattugliamento nell’Oceano Atlantico, urtò qualcosa in immersione. Non ci furono feriti a bordo, ma il battello fu costretto a tornare a Groton per le riparazioni. L’incidente provocò 2,7 milioni di dollari di danni. Non si è mai capito esattamente cosa urtò lo USS Augusta, se il fondale marino o un battello sovietico (più la seconda, pare). La marina sovietica, comunque, cercò di incolpare il sottomarino americano dell’affondamento del K-219, avvenuta all’inizio di quel mese. Tuttavia, sia la US Navy sia il comandante in seconda del K-219 negarono la circostanza. Per la cronaca, il K-219 affondo in seguito ai danni prodotti da un’esplosione avvenuta all’interno di uno dei pozzi di lancio dei missili balistici.
  • 17 gennaio 1989: USS Norfolk (classe Los Angeles). Collisione con la USS San Diego (AFS-6), una nave rifornimenti, mentre entrambe le unità erano in emersione al largo della baia di Chesapeak. Pochi danni e nessun ferito.
  • 17 maggio 1989: USS Helena (classe Los Angeles). Problema al motore durante una missione nell’Oceano Pacifico. A causa della rottura del riduttore, il propulsore smise di funzionare. La US Navy fu costretta ad inviare un’unità in aiuto, che rimorchiò il sottomarino per circa 1.000 miglia, fino a Pearl Harbor.
  • Maggio 1989: USS Houston (classe Los Angeles). Prima di partecipare alle riprese del film Caccia a Ottobre Rosso, durante una missione nell’Oceano Pacifico si ruppe una delle valvole. Questo provocò una brusca variazione di profondità verso il basso. Fortunatamente non ci furono danni. Per la cronaca, un’altra versione dell’incidente riporta un vero e proprio allagamento della sala siluri.
  • 14 giugno 1989: USS Houston (classe Los Angeles). Durante le riprese del film Caccia a Ottobre Rosso, nel canale di San Pedro (California), il sottomarino agganciò il cavo del rimorchiatore Barcona, trascinandolo sul fondo ed uccidendo uno dei suoi marinai.
  • 16 giugno 1989: USS Houston (classe Los Angeles). Sempre durante le riprese del film Caccia a Ottobre Rosso, al largo di San Pedro, il sottomarino distrusse le reti di un peschereccio: 2.000 dollari di danni ma nessun ferito.
  • Luglio 1989: USS Houston (classe Los Angeles). Durante una crociera di addestramento nell’Oceano Pacifico, il sottomarino iniziò ad imbarcare acqua. L’incidente provocò grossi problemi ai motori, che alla fine furono ripristinati. L’unità riuscì a riemergere ed a tornare in porto, navigando in superficie.
  • 1° agosto 1989: USS Houston (classe Los Angeles). Incendio a bordo con pochi danni durante una missione nell’Oceano Pacifico.
  • Settembre 1989: USS Houston (classe Los Angeles). Per un errore di navigazione, il sottomarino viene sfiorato da un siluro lanciato da un elicottero durante un’esercitazione.
  • Novembre 1989: USS Houston (classe Los Angeles). Altro errore di navigazione, altri danni. Stavolta il sottomarino si “perse” il sonar rimorchiato.
  • 1991: USS Houston (classe Los Angeles). Il sottomarino era reduce da una revisione, ed aveva un equipaggio completamente nuovo ed abbastanza inesperto. In occasione della partenza da Pearl Harbor l’unità rischiò grosso. Prima sfiorò un molo di cemento per un errore di rotta, poi uno degli ufficiali ordinò “avanti tutta” (sempre in emersione) dimenticando di avere uno dei portelli aperti. Se ne accorsero solo quando l’equipaggio diede l’allarme: c’era un metro d’acqua negli alloggi.
  • 11 febbraio 1992: USS Baton Rouge (classe Los Angeles). Durante una missione nei pressi delle acque territoriali russe, nel Mare di Barents, il Baton Rouge si scontrò con il B-276 Kostroma (classe Sierra I). In pratica, mentre “giocavano al gatto col topo”, il sottomarino russo “strusciò” con la falsatorre la poppa del battello americano. Entrambi i sottomarini riportarono danni, ma fu il Baton Rouge ad avere la peggio. Infatti, il B-276 si ritrovò con la falsatorre ammaccata, ma non aveva subìto gravi danni e pochi mesi dopo era già tornato in servizio. Il sottomarino americano, invece, fu più sfortunato: la collisione aveva indebolito lo scafo pressurizzato, aumentando di parecchio il rischio di cedimenti. Quindi, dopo alcune valutazioni, si decise che riparare il battello sarebbe stato troppo costoso, e l’unità venne prima posta in riserva nel 1993 e poi radiata definitivamente due anni dopo. Da allora, il B-276 Kostroma porta un numero “1” dipinto sulla falsatorre: i sommergibilisti russi, infatti, da sempre sfoggiano sulla torre dei propri battelli il numero di unità nemiche affondate (o messe definitivamente fuori combattimento, come in questo caso. Sott’acqua la guerra fredda non è mai finita).
  • 17 maggio 1996: USS Jacksonville (classe Los Angeles). A causa della fitta nebbia, il sottomarino fu centrato in pieno dal cargo Saudi Makkah, nella baia di Chesapeacke. Fortunatamente non ci furono feriti, ma i danni furono ingenti su entrambe le unità. Il Jacksonville venne colpito di prua, e riportò danni seri ai timoni. Il capitano venne giudicato responsabile dell’incidente e rimosso dal comando.
  • Giugno 1996: USS Tucson (classe Los Angeles). Mente era ormeggiato al cantiere navale di Newport News, il sottomarino venne urtato dal cargo militare USNS Gilliland (T-AKR-298). L’incidente fu causato dal forte vento.
  • 11 febbraio 1998: USS La Jolla (classe Los Angeles). Il sottomarino stava entrando nel porto sudcoreano di Chinhae quando colpì in pieno un povero peschereccio da 27 tonnellate. Il peschereccio ovviamente affondò, ma i cinque uomini di equipaggio furono recuperati sani e salvi dall’unità statunitense.
  • 19 marzo 1998: USS San Juan (classe Los Angeles). Collisione, al largo di Long Island, con lo USS Kentucky (classe Ohio). Pochi danni e nessun ferito.
  • Maggio 2000: USS Houston (classe Los Angeles). Mentre il sottomarino era in viaggio verso il Giappone, danneggiò l’elica, e dovette tornare a Pearl Harbour.
  • 9 febbraio 2001: USS Greenville (classe Los Angeles). Il sottomarino era in navigazione al largo di Honolulu, impegnato in una crociera “di pubbliche relazioni”. In pratica, la US Navy aveva invitato dei civili a bordo dell’unità per mostrarne il funzionamento e dimostrare l’utilità di avere una flotta sottomarina (e quindi la necessità di finanziamenti. Si tratta solitamente di membri del Congresso, dirigenti aziendali o giornalisti). Complessivamente, vi erano 16 “ospiti” a bordo. Il comandante mostrò loro tutta una serie di manovre in profondità ed in superficie. Successivamente, volle mostrare loro l’emersione rapida. Non solo: autorizzò due civili a mettersi “ai comandi” del sottomarino, sempre supervisionati dal personale di bordo. Precedentemente era stata effettuata una ricognizione in superficie, e non erano state trovate unità navali troppo vicine. Lo USS Greenville era a 120 metri di profondità, e raggiunse la superficie in pochi secondi. Purtroppo, una delle navi civili in zona nel frattempo si era avvicinata troppo: si trattava del peschereccio scuola giapponese Ehime Maru (58 metri per 499 tonnellate), con a bordo insegnanti e studenti. Il sottomarino emerse esattamente sotto la nave, colpendola in pieno. L’unità giapponese affondò in 10 minuti: su 35 membri di equipaggio, 9 persero la vita (tra cui 4 studenti e due insegnanti). Lo USS Greenville riportò danni alla parte superiore dello scafo. A causa della presenza di civili, a bordo del sottomarino c’era una certa confusione, e diversi membri dell’equipaggio non erano ai loro posti. Il comandante dell’unità venne rimosso dall’incarico, e poco dopo lasciò la marina.
  • 27 agosto 2001: USS Greenville (classe Los Angeles). Il sottomarino urtò il fondale mentre entrava nel porto di Saipan. Danni leggeri alla parte inferiore dello scafo, al timone e all’elica. Il comandante venne rimosso dall’incarico.
  • 27 gennaio 2002: USS Greenville (classe Los Angeles). Il sottomarino era al largo dell’Oman, affiancato alla nave da trasporto anfibio USS Ogden (LPD-5). Durante un trasferimento di personale, le due unità si urtarono. Danni leggeri sul sottomarino e rottura di un serbatoio di carburante sulla nave da sbarco.
  • 13 novembre 2002: USS Oklahoma City (classe Los Angeles). Il sottomarino era in missione nel Mediterraneo, nei pressi di Gibilterra, e navigava a quota periscopica. Improvvisamente, urtò un’altra nave. Una volta emerso, vide un mercantile allontanarsi, che ignorò ogni tentativo di contatto radio da parte del battello americano. Lo USS Oklahoma City soffrì danni minimi al periscopio ed alla falsatorre, e nessun ferito.
  • 11 ottobre 2003: USS Topeka (classe Los Angeles). Il sottomarino, mentre navigava in immersione al largo dello Stato di Washington, incrociò la sua rotta con quella di un rimorchiatore che stava trainando una chiatta. Sfortunatamente, il battello subacqueo prese il cavo di rimorchio e lo ruppe. Non ci furono danni per nessuna delle unità coinvolte, ma ci vollero diverse ore per recuperare la chiatta, che nel frattempo se ne era andata alla deriva.
  • 25 ottobre 2003: USS Hartford (classe Los Angeles). Mentre il sottomarino navigava in immersione al largo di La Maddalena (Sardegna), urtò piuttosto violentemente il fondale. Ufficialmente non ci furono conseguenze ambientali. Comunque, i danni sullo USS Hartford furono ingenti: scafo, sonar ed una cassa di zavorra. La collisione fu talmente forte da far temere sull’integrità dello scafo. Dopo essere riuscito a tornare negli Stati Uniti con le sue forze, il sottomarino rimase sette mesi in riparazione. Il capitano ed altri ufficiali furono rimossi dal comando.
  • 21 dicembre 2004: USS Jacksonville (classe Los Angeles). Incendio a bordo mentre era ormeggiato al cantiere navale di Portsmouth. Pochi danni e due feriti.
  • 8 gennaio 2005: USS San Francisco (classe Los Angeles). Mentre il sottomarino navigava ad alta velocità, ad una profondità di circa 150 metri, colpì in pieno una montagna sommersa non segnata sulle mappe. Miracolosamente, il San Francisco riuscì ad emergere, con gran parte dell’equipaggio contuso o ferito. Il bollettino finale fu pesante: su 137 uomini a bordo, uno morì in seguito alle ferite e 97 ebbero bisogno di cure mediche (29 quelli gravi). Il giorno dopo il sottomarino venne raggiunto dai soccorsi, e scortato a Guam. I danni furono molto estesi: praticamente, il San Francisco si ritrovò un sasso al posto della prua. La colpa dell’incidente venne data al comandante, che fu rimosso dall’incarico (anche se ne fu lodato il comportamento successivo, per la gestione dell’emergenza), mentre altri ufficiali vennero degradati: la loro condotta non sarebbe stata conforme al principio di prudenza durante la navigazione. Bisogna dire, però, che la montagna non era segnata sulle mappe, e che il sottomarino stava seguendo una rotta che era stata stabilita dal comando di flotta. Tuttavia, “la responsabilità di una nave è del suo capitano”. Contemporaneamente, una ventina di membri dell’equipaggio furono decorati per il loro comportamento in quella situazione di emergenza. Il sottomarino venne riparato: la sua prua fu sostituita con quella dello USS Honolulu, radiato poco tempo prima, e tornò in servizio nel 2009.
  • 5 settembre 2005: USS Philadelphia (classe Los Angeles). Il sottomarino ebbe una collisione con il cargo turco Yaso Aysen, al largo del Bahrain mentre navigava in superficie (era in visita). Nessun ferito e danni minimi.
  • 29 dicembre 2006: USS Minneapolis – St. Paul (classe Los Angeles). Il sottomarino stava prendendo il largo dal porto inglese di Devonport, quando quattro uomini caddero in mare. Furono tutti recuperati, ma due sfortunatamente vennero ritrovati morti.
  • 8 gennaio 2007: USS Newport News (classe Los Angeles). Collisione nello Stretto di Hormuz con un cargo giapponese, il Mogamigawa. Il sottomarino era in immersione. Danni ignoti (probabilmente lievi) e nessun ferito.
  • 20 marzo 2009: USS Hartford (classe Los Angeles). Mentre navigava nello stretto di Hormuz, lo USS Hartford si scontrò con la nave da trasporto anfibio USS New Orleans (LPD-18). I danni furono ingenti: 15 feriti e falsatorre piegata sul sottomarino, rottura di uno dei serbatoi di carburante sull’unità di superficie, con relativa perdita di gasolio. Entrambe le navi riuscirono a proseguire autonomamente.
  • 24 maggio 2012: USS Miami (classe Los Angeles). Il sottomarino era in revisione in un bacino di carenaggio a secco presso il cantiere navale di Portsmouth, quando uno degli operai del cantiere, volendo uscire prima dal lavoro, ebbe la brillante idea di dare fuoco ad alcuni stracci sopra una delle cuccette. Il risultato fu un incendio nella parte prodiera, che richiese 12 ore per essere domato e provocò il ferimento di sette persone. Fortunatamente, il reattore era spento e le armi erano state sbarcate. Il colpevole fu condannato a 17 anni di carcere ed al pagamento di 450 milioni di dollari di danni. Il problema fu che i danni al sottomarino si rivelarono molto, troppo estesi. Il conto totale ammontò a 700 milioni, e la US Navy rinunciò a ripararlo. Lo USS Miami venne radiato nel 2013.
  • 13 ottobre 2012: USS Montpelier (classe Los Angeles). Durante un’esercitazione al largo di Jacksonville (Florida), il sottomarino ebbe una collisione con lo USS San Jacinto (CG 56), un incrociatore della classe Ticonderoga. Il Montpelier era in emersione, e l’impatto fu inevitabile. L’incrociatore si ritrovò con il sonar danneggiato.
  • 10 gennaio 2013: USS Jacksonville (classe Los Angeles). Collisione con una nave non indentificata nel Golfo Persico. Il sottomarino navigava a quota periscopica, ed ebbe uno dei due periscopi danneggiato. La nave probabilmente non si accorse di nulla, e continuò il suo viaggio. Nessun ferito.
USS San Francisco dopo l'incidente - Classe Los Angeles
Lo USS San Francisco nel maggio 2005, in un bacino di carenaggio a secco. Si vedono molto bene i danni prodotti dal “frontale” con una montagna sommersa, pochi mesi prima. Il sottomarino tornò in servizio nel 2009. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Photographer’s Mate 2nd Class Mark Allen Leonesio, US Navy. US Public Domain

Esemplari costruiti

Tutti i sottomarini della classe, rompendo una tradizione decennale, portano nomi di città degli stati Uniti e non di animali marini. L’unica eccezione è lo USS Hyman G. Rickover, chiamato così in onore dell’ammiraglio omonimo. Rickover è considerato il “padre” dei sottomarini nucleari statunitensi. La cosa interessante è che si trattò di uno dei rarissimi casi di una nave “battezzata” con il nome di una persona ancora in vita (il sottomarino entrò in servizio nel 1984, l’ammiraglio morì due anni dopo).

Una precisazione anche sul terzultimo esemplare della classe, lo USS Columbia. Questo prende il nome da ben tre città degli Stati Uniti (South Carolina, Missouri ed Illinois). Se intorno al 2030 sarà ancora operativo, verrà affiancato dallo USS Columbia (SSBN-826), primo esemplare della classe omonima. Al contrario delle apparenze, non sarà un caso di “doppio nome”: il sottomarino lanciamissili balistici, infatti, deve la sua denominazione al Distretto di Columbia, un distretto federale che coincide con la capitale Washington.

USS Hyman G. Rickover - Classe Los Angeles
Lo USS Hyman G. Rickover in navigazione nel 2004. Si tratta dell’unico Los Angeles a non portare il nome di una città. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: US Navy. US Public Domain

USS Los Angeles
(SSN-688)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 08/01/1972
Varo: 06/04/1974
Ingresso in servizio: 13/11/1976
Status: radiato il 04/02/2011
Note: Flight I. DDS. Demolito nel 2011-2013

USS Baton Rouge
(SSN689)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 18/11/1972
Varo: 26/04/1975
Ingresso in servizio: 25/06/1977
Status: radiato il 13/01/1995
Note: Flight I. Demolito nel 1997

USS Philadelphia
(SSN-690)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 12/08/1972
Varo: 19/10/1974
Ingresso in servizio: 25/06/1977
Status: radiato il 25/06/2010
Note: Flight I. DDS. In attesa di demolizione

USS Memphis
(SSN-691)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 23/06/1973
Varo: 03/04/1976
Ingresso in servizio: 17/12/1977
Status: radiato il 01/04/2011
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Omaha
(SSN-692)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 27/01/1973
Varo: 21/02/1976
Ingresso in servizio: 11/03/1978
Status: radiato il 05/10/1995
Note: Flight I. Demolito nel 2009-2011

USS Cincinnati
(SSN-693)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 06/04/1974
Varo: 19/02/1977
Ingresso in servizio: 11/03/1978
Status: radiato il 29/07/1996
Note: Flight I. Demolito nel 2009-2014

USS Groton
(SSN-694)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 26/08/1973
Varo: 09/10/1976
Ingresso in servizio: 08/07/1978
Status: radiato il 07/11/1997
Note: Flight I. Demolito nel 2012-2014

USS Birmingham
(SSN-695)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 26/04/1975
Varo: 29/10/1977
Ingresso in servizio: 16/12/1978
Status: radiato il 22/12/1997
Note: Flight I. Demolito nel 2012-2015

USS New York City
(SSN-696)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 15/12/1973
Varo: 18/06/1977
Ingresso in servizio: 03/03/1979
Status: radiato il 30/04/1997
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Indianapolis
(SSN-697)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 19/10/1974
Varo: 30/07/1977
Ingresso in servizio: 05/01/1980
Status: radiato il 22/12/1988
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Bremerton
(SSN-698)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 08/05/1976
Varo: 22/07/1978
Ingresso in servizio: 28/03/1981
Status: radiato il 20/04/2018
Note: Flight I. In riserva

USS Jacksonville
(SSN-699)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 21/02/1976
Varo: 18/11/1978
Ingresso in servizio: 16/05/1981
Status: radiato il 26/06/2018
Note: Flight I. In riserva

USS Dallas
(SSN-700)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 09/10/1976
Varo: 28/04/1979
Ingresso in servizio: 18/07/1981
Status: radiato il 04/04/2018
Note: Flight I. DDS. In attesa di demolizione

USS La Jolla
(SSN-701)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 16/10/1976
Varo: 11/08/1979
Ingresso in servizio: 24/10/1981
Status: radiato il 15/11/2019
Note: Flight I. DDS. 2020: MTS

USS Phoenix
(SSN-702)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 30/07/1977
Varo: 08/12/1979
Ingresso in servizio: 19/12/1981
Status: radiato il 29/07/1998
Note: Flight I. Demolito nel 2013-2016

USS Boston
(SSN-703)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 11/08/1978
Varo: 19/04/1980
Ingresso in servizio: 30/01/1982
Status: radiato il 19/11/1999
Note: Flight I. Demolito nel 2001-2002

USS Baltimore
(SSN-704)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 21/05/1979
Varo: 13/12/1980
Ingresso in servizio: 24/07/1982
Status: radiato il 10/07/1998
Note: Flight I. In demolizione

USS City of Corpus
Christi (SSN-705)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 04/09/1979
Varo: 25/04/1981
Ingresso in servizio: 08/01/1983
Status: radiato il 03/08/2017
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Albuquerque
(SSN-706)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 27/12/1979
Varo: 13/03/1982
Ingresso in servizio: 21/05/1983
Status: radiato il 27/02/2017
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Portsmouth
(SSN-707)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 08/05/1980
Varo: 12/09/1982
Ingresso in servizio: 01/10/1983
Status: radiato il 10/09/2004
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Minneapolis-
St. Paul (SSN-708)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 20/01/1981
Varo: 19/03/1983
Ingresso in servizio: 10/03/1984
Status: radiato il 28/08/2008
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Hyman G.
Rickover (SSN-709)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 24/07/1981
Varo: 27/08/1983
Ingresso in servizio: 21/07/1984
Status: radiato il 16/12/2006
Note: Flight I; ex USS Providence. In attesa di demolizione

USS Augusta
(SSN-710)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 01/04/1983
Varo: 21/01/1984
Ingresso in servizio:19/01/1985
Status: radiato il 11/02/2009
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS San Francisco
(SSN-711)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 26/05/1977
Varo: 27/10/1979
Ingresso in servizio: 24/04/1981
Status: in fase di conversione
Note: Flight I. MTS

USS Atlanta
(SSN-712)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 17/08/1978
Varo: 16/08/1980
Ingresso in servizio: 06/03/1982
Status: radiato il 16/12/1999
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Houston
(SSN-713)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 29/01/1979
Varo: 21/03/1981
Ingresso in servizio: 25/09/1982
Status: radiato il 26/08/2016
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Norfolk
(SSN-714)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 01/08/1979
Varo: 31/10/1981
Ingresso in servizio: 21/05/1983
Status: radiato il 11/12/2014
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Buffalo
(SN-715)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 25/01/1980
Varo: 08/05/1982
Ingresso in servizio: 05/11/1983
Status: radiato il 30/01/2019
Note: Flight I. DDS

USS Salt Lake City
(SSN-716)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 26/08/1980
Varo: 16/10/1982
Ingresso in servizio: 12/05/1984
Status: radiato il 15/01/2006
Note: Flight I. In attesa di demolizione

USS Olympia
(SSN-717)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 31/03/1981
Varo: 30/04/1983
Ingresso in servizio: 17/11/1984
Status: radiato il 31/10/2019
Note: Flight I. In riserva

USS Honolulu
(SSN-718)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 10/11/1981
Varo: 24/09/1983
Ingresso in servizio: 06/07/1985
Status: radiato il 02/11/2007
Note: Flight I. Demolito nel 2006-2008

USS Providence
(SSN-719)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 14/10/1982
Varo: 04/08/1984
Ingresso in servizio: 27/07/1985
Status: in servizio
Note: Flight II

USS Pittsburgh
(SSN-720)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 15/04/1983
Varo: 08/12/1984
Ingresso in servizio: 23/11/1985
Status: radiato il 15/04/2020
Note: Flight II

USS Chicago
(SSN-721)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 05/01/1983
Varo: 13/10/1984
Ingresso in servizio: 27/09/1986
Status: in servizio
Note: Flight II

USS Key West
(SSN-722)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 06/07/1983
Varo: 20/07/1985
Ingresso in servizio: 12/09/1987
Status: in servizio
Note: Flight II

USS Oklahoma City
(SSN-723)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 04/01/1984
Varo: 02/11/1985
Ingresso in servizio: 09/07/1988
Status: in servizio
Note: Flight II

USS Louisville
(SSN-724)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 24/09/1984
Varo: 14/12/1985
Ingresso in servizio: 08/11/1986
Status: radaito il 09/03/2021
Note: Flight II. In riserva

USS Helena
(SSN-725)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 28/03/1985
Varo: 28/06/1986
Ingresso in servizio: 11/07/1987
Status: in servizio
Note: Flight II

USS Newport
News (SSN-750)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 03/03/1984
Varo: 15/03/1986
Ingresso in servizio: 03/06/1989
Status: in servizio
Note: Flight II

USS San Juan
(SSN-751)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 09/08/1985
Varo: 06/12/1986
Ingresso in servizio: 06/08/1988
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Pasadena
(SSN-752)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 20/12/1985
Varo: 12/09/1987
Ingresso in servizio: 11/02/1989
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Albany
(SSN-753)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 22/04/1985
Varo: 13/06/1987
Ingresso in servizio: 07/04/1990
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Topeka
(SSN-754)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 13/05/1986
Varo: 23/01/1988
Ingresso in servizio: 21/10/1989
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Miami
(SSN-755)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 24/10/1986
Varo: 12/11/1988
Ingresso in servizio: 30/06/1990
Status: radiato il 28/03/2014
Note: Flight III. In attesa di demolizione

USS Scranton
(SSN-756)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 29/08/1986
Varo: 03/07/1989
Ingresso in servizio: 26/01/1991
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Alexandria
(SSN-757)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 19/06/1987
Varo: 23/06/1990
Ingresso in servizio: 29/06/1991
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Asheville
(SSN-758)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 09/01/1987
Varo: 24/02/1990
Ingresso in servizio: 28/09/1991
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Jefferson City (SSN-759)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 21/09/1987
Varo: 17/08/1990
Ingresso in servizio: 29/02/1992
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Annapolis
(SSN-760)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 15/06/1988
Varo: 18/05/1991
Ingresso in servizio: 11/04/1992
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Springfield
(SSN-761)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 29/01/1990
Varo: 04/01/1992
Ingresso in servizio: 09/01/1993
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Columbus
(SSN-762)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 09/01/1991
Varo: 01/08/1992
Ingresso in servizio: 24/07/1993
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Santa Fe
(SSN-763)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 09/07/1991
Varo: 12/12/1992
Ingresso in servizio: 08/01/1994
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Boise
(SSN-764)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 25/08/1988
Varo: 23/03/1991
Ingresso in servizio: 07/11/1992
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Montpelier
(SSN-765)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 19/05/1989
Varo: 23/08/1991
Ingresso in servizio: 13/03/1993
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Charlotte
(SSN-766)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 17/08/1990
Varo: 03/10/1992
Ingresso in servizio: 19/09/1994
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Hampton
(SSN-767)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 02/03/1990
Varo: 03/04/1990
Ingresso in servizio: 06/11/1993
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Hartford
(SSN-768)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 22/02/1992
Varo: 04/12/1993
Ingresso in servizio: 10/12/1994
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Toledo
(SSN-769)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 06/05/1991
Varo: 28/08/1993
Ingresso in servizio: 24/02/1995
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Tucson
(SSN-770)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 15/08/1991
Varo: 20/03/1994
Ingresso in servizio: 18/08/1995
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Columbia
(SSN-771)

Cantiere: Electric Boat (Groton)
Impostazione: 21/04/1993
Varo: 24/09/1994
Ingresso in servizio: 09/10/1995
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Greenville
(SSN-772)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 28/02/1992
Varo: 17/09/1994
Ingresso in servizio: 16/02/1996
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Cheyenne
(SSN-773)

Cantiere: Newport News
Impostazione: 06/07/1992
Varo: 16/04/1995
Ingresso in servizio: 13/09/1996
Status: in servizio
Note: Flight III

USS Baton Rouge prima della demolizione
Lo USS Baton Rouge nel 1995, poco prima di essere demolito in seguito alla collisione con il sottomarino russo B-276 Kostroma. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Darryl Baker, US Navy. US Pubilc Domain

Collegamenti esterni