Sottomarino nucleare russo alla deriva in acque danesi

Il K-266 Orel ha perso la propulsione mentre navigava negli Stretti Danesi

K-266 Orel - Classe Oscar
Il K-226 Orel torna alla base dopo aver ultimato i lavori di ammodernamento. L’Orel è stato il primo esemplare della classe Oscar ad essere aggiornato allo standard Progetto 949AM. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Andrei Luzik, Mil.ru. CC BY 4.0

Il 30 luglio 2020, il sottomarino lanciamissili K-266 Orel (classe Oscar II) è stato avvistato alla deriva al largo dell’isola di Sejerø, ad est di Aarhus, la seconda città danese per dimensioni.

Si tratta di acque particolarmente trafficate, che costituiscono un punto di passaggio obbligato per uscire dal Mar Baltico e raggiungere l’Oceano Atlantico.

L’incidente

Il sottomarino, reduce da una parata per la Giornata della Marina, a San Pietroburgo, stava rientrando nella sua base nella Penisola di Kola quando è stato avvistato alla deriva, con i motori spenti e l’equipaggio in coperta con i giubbotti di salvataggio.

La notizia ha ovviamente preoccupato i danesi, terrorizzati dall’eventualità di un incidente (con protagonista un sottomarino nucleare) vicino le sue acque territoriali.

La marina danese controlla sempre le unità militari russe in transito nello stretto. Nel caso specifico, la piccola squadra navale (composta, oltre che dall’Orel, anche dal rimorchiatore Altay e dal cacciatorpediniere Vitse-Admiral Kulakov) era scortata dal pattugliatore HDMS Diana.

Il sottomarino avrebbe, per usare un gergo tecnico, “perso la propulsione”. Detto in altri termini, si è spento (o è stato spento) il motore. Il K-266 Orel è stato prontamente rimorchiato grazie ad alcune funi dalla Altay, che tra l’altro ha rifiutato qualunque offerta di aiuto da parte danese.

Successivamente, l’equipaggio del sottomarino Orel è riuscito a riavviare il sistema propulsivo, e l’unità ha tranquillamente proseguito il viaggio, immergendosi non appena uscito dalle acque territoriali danesi e svedesi. La marina russa non ha commentato in alcun modo l’incidente.

Per l’equipaggio del pattugliatore danese, in compenso, è stata un’esperienza unica: vedere un sottomarino come l’Orel da vicino non capita tutti i giorni, ed il fatto che l’equipaggio fosse in coperta con i giubbotti salvagente ha fatto pensare agli scandinavi di trovarsi in una situazione simile a quella del film Caccia a Ottobre Rosso.

Il K-266 Orel

Il sottomarino protagonista dell’incidente è un battello della classe Oscar II. Entrato in servizio nel 1992, ha quasi 30 anni, ed opera con la Flotta del Nord.

La classe Oscar, purtroppo, ha un drammatico precedente, quanto ad incidenti. Nel 2000, infatti, un battello di questo tipo, il K-141 Kursk, affondò con tutto l’equipaggio in seguito all’esplosione a bordo di un siluro. La marina svedese, quindi, ripensando al precedente, era comprensibilmente preoccupata, anche perché nessuna comunicazione è mai arrivata dall’Orel.

Il luogo dell’incidente

L’incidente è avvenuto in uno dei cosiddetti “stretti danesi”. Si tratta di tre passaggi obbligati che consentono di uscire dal Mar Baltico ed entrare nell’Oceano Atlantico, e sono:

  • Grande Belt (dove è avvenuto l’incidente);
  • Piccolo Belt;
  • Øresund (tra Danimarca e Svezia).

In seguito alla Convenzione di Copenaghen del 1857, sono considerate acque internazionali. Il transito è libero, anche se per le navi militari valgono alcune regole:

  • se ci sono più di tre navi militari dello steso Paese, bisogna comunicarlo alle autorità danesi;
  • i sottomarini devono tassativamente navigare in emersione.

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