Sottomarino nucleare lanciamissili da crociera (SSGN)

Un sottomarino nucleare lanciamissili da crociera è un battello subacqueo atomico che, come dice il nome, ha nei missili da crociera il suo armamento principale. Queste unità vengono identificate con il simbolo di classificazione dello scafo SSGN, sigla che viene utilizzata anche per i sottomarini nucleari con missili antinave.

Diciamo subito che la sigla SSGN (di origine statunitense) raggruppa due tipi di sottomarini molto diversi tra loro: quelli armati con missili da crociera e quelli con missili antinave. Si tratta di due tipi di armi che hanno profili di impiego diversissimi. Banalmente, un missile da crociera può colpire essenzialmente obiettivi terrestri di importanza tattica o strategica (anche se nulla vieta di lanciarne uno contro una nave), mentre il missile antinave è, diciamo così, “ottimizzato” per un certo tipo di missione.

Questa sorta di “confusione” nell’utilizzo della sigla è dovuta essenzialmente agli americani, che identificarono (e continuano ad identificare ancora oggi) come SSGN sottomarini sovietici e russi progettati per contrastare le grandi portaerei americane (e quindi armati di conseguenza).

C’è da dire che oggi i moderni sottomarini nucleari da attacco possono lanciare missili da crociera senza troppi problemi, grazie a tubi di lancio verticali o direttamente utilizzando i tubi lanciasiluri. Nonostante questo, non vengono considerati SSGN, visto che il loro compito primario rimane la caccia agli altri sottomarini, e non colpire obiettivi terrestri. I sottomarini lanciamissili da crociera, invece, oltre ad essere più grandi, hanno come compito primario quello di colpire i loro obiettivi a grande distanza, sia terrestri sia navali.

Stati Uniti

I primi ad installare un missile da crociera su un sottomarino furono gli americani. Negli anni cinquanta, realizzarono il Regulus, un “giocattolo” a testata nucleare capace di viaggiare a quasi 1.000 km di distanza alla velocità di circa 800 km/h. Lungo una decina di metri, aveva un diametro di circa 1,5 metri, ma un’apertura alare compresa tra 3 e 6,5 metri. Per dirla tutta, somigliava ad un piccolo aereo a reazione. Il Regulus equipaggiò ben cinque battelli. Quattro di questi erano convenzionali (SSG): lo USS Tunny (classe Gato, seconda guerra mondiale, modificato per il nuovo compito), lo USS Barbero (classe Balao, anche lui modificato e risalente all’ultima guerra) ed i due della classe Grayback, progettati appositamente per trasportare una coppia di questi missili. A questi si unì lo USS Halibut, a propulsione nucleare, unico costruito della sua classe.

I cinque sottomarini vennero utilizzati per svolgere le prime “crociere di deterrenza” nucleare contro l’Unione Sovietica. Nel 1964, vennero radiati o destinati ad altro incarico: erano entrati in servizio un numero sufficiente di sottomarini nucleari classe George Washington armati di missili balistici Polaris, decisamente più adatti per questo tipo di missioni.

La marina americana praticamente si dimenticò degli SSGN fino agli anni novanta, quando decise di modificare i quattro più vecchi esemplari della classe Ohio sostituendo i tubi di lancio per i Trident con dei dispositivi multipli armati di missili Tomahawk. Il risultato sono dei sottomarini capaci di trasportare ben 154 missili da crociera, entrati in servizio a partire dal 2000.

USS Nautilus (SSN-571)
USS Halibut (SSGN-587)

1960-1976

USS Seawolf (SSN-575)
Classe Ohio SSGN

2006*-in servizio

* Data riferita all’entrata in servizio della versione modificata come SSGN.

URSS/Russia

L’Unione Sovietica, oltre a puntare come gli americani ad avere mezzi subacquei idonei alle crociere di deterrenza nucleare, sviluppò una linea di unità navali del tutto innovativa ed originale: quella dei sottomarini armati con missili antinave. In pratica, il Paese socialista è stato l’unico ad aver realizzato mezzi di questo tipo.

I motivi sono molto semplici. L’Unione Sovietica, per motivi dottrinali e strategici, aveva puntato principalmente sui sottomarini e le piccole unità. Certo, vi erano anche navi da guerra di grandi dimensioni, ma costituivano una minoranza rispetto al resto della flotta, e comunque erano decisamente meno numerose di quelle in possesso della NATO.

Un punto particolarmente dolente era costituito dalla mancanza di portaerei. L’Unione Sovietica, nella sua strategia, le considerò di poca importanza. Certo, cercò a più riprese di sviluppare qualcosa di paragonabile alle “super carrier” atomiche americane, ma sempre con scarso successo. Per la cronaca, fu solo alla fine degli anni ottanta che venne finalmente messa in cantiere una portaerei atomica, la Ulyanovsk, da oltre 80.000 tonnellate (mai ultimata a causa del collasso dell’Unione Sovietica).

Ma se avere navi del genere non costituiva l’obiettivo primario della marina del Paese socialista, distruggere quelle avversarie era di fondamentale importanza. Per questa ragione, i sovietici iniziarono a sviluppare sottomarini armati di missili antinave (che la NATO identificò come SSG). Di fondo, si trattava di classe Whiskey modificati in vari modi (avendone costruiti oltre 200, ne avevano a volontà), ma tutti capaci di trasportare da uno a sei missili P-5 (SS-N-3 Shaddock per la NATO).

In realtà, il P-5 era nato per minacciare la costa orientale degli Stati Uniti, ma poi l’adozione di un sistema di guida radar lo aveva messo in grado di colpire unità navali. Sempre il P-5 andò ad equipaggiare la prima classe di sottomarini sovietici progettata esplicitamente per lanciare missili antinave contro le portaerei americane: i Progetto 651 (classe Juliett), costruiti in 16 unità. Questi furono seguiti dai primi modelli a propulsione nucleare, i classe Echo (Progetto 659), che entrarono in servizio a partire dal 1960.

L’Unione Sovietica continuò a sviluppare SSGN con missili antinave per tutta la guerra fredda. L’ultima evoluzione furono i giganteschi Progetto 949 (classe Oscar), a cui apparteneva lo sfortunato K-141 Kursk.

Gli Oscar dovrebbero essere sostituiti, in futuro, dai più potenti classe Yasen. Questi ultimi avrebbero dovuto costituire una sorta di “soluzione definitiva”, rimpiazzando non solo l’attuale linea di SSGN, ma anche tutti i sottomarini nucleari da attacco della classe Akula. Tuttavia, l’esagerato aumento dei costi non consentirebbe di produrne un gran numero, e quindi saranno affiancati da un modello più economico.

Classe NovemberProgetto 627 Kit
Classe Echo I/II
Progetto 659
Progetto 675

1960-1995

Classe Victor I/IIIProgetto 671
Classe Charlie I/II
Progetto 670 Skat

1967-1996

Classe AlfaProgetto 705 Lira
K-222
Classe Papa
Progetto 661 Anchar

1969-1989

K-278 KomsomoletsClasse MikeProgetto 865 Plavnik
Classe Oscar I/II
Progetto 949

1980-in servizio

Classe Sierra I/IIProgetto 945
Classe Yasen
Classe Graney
Classe Severodvinsk
Progetto 885 Yasen

2013-in servizio

Fonti