Sottomarino nucleare lanciamissili balistici (SSBN)

Un sottomarino nucleare lanciamissili balistici è, come dice il nome, un sottomarino in grado di lanciare missili balistici a testata nucleare. Il simbolo di classificazione dello scafo utilizzato dalla marina americana per queste armi è SSBN, che, per estensione, è diventata la sigla convenzionale con cui identificare questo tipo di battelli. Il loro armamento principale è costituito da un numero variabile di missili balistici sublanciati (SLBM), equipaggiati con testate nucleari multiple ed in grado di colpire obiettivi distanti migliaia di chilometri.

La loro potenza e furtività ne fa delle armi micidiali, uno dei componenti principali della dottrina MAD (Mutual Assured Distruction, ovvero distruzione reciproca assicurata. In altre parole: se tu mi attacchi, io lancio i miei missili e ti faccio tornare all’età della pietra). È brutto da dire, ma è stato anche grazie ai sottomarini lanciamissili se la guerra fredda è sempre rimasta… “Fredda”.

Storia

L’idea di montare un missile su un sottomarino non nasce con i battelli nucleari, e per dirla tutta, è precedente alla guerra fredda.

I precursori, se così si possono chiamare, furono i giapponesi con la classe I-400. Chiariamo, non si trattava di sottomarini lanciamissili, ma portaerei: questi giganti (si, giganti: stazzavano oltre 6.600 tonnellate ed erano lunghi 122 metri) imbarcavano tre aerei, che dovevano servire per attaccare obiettivi sugli Stati Uniti continentali. Con i sottomarini lanciamissili c’entrano poco, è vero, ma gli I-400 furono i primi battelli di questo tipo costruiti con un’ottica “strategica”, ovvero colpire obiettivi su grandi distanze.

Se invece parliamo di missili, l’idea venne ai tedeschi, sempre durante la seconda guerra mondiale. Nel loro caso, si trattava di usare un U-Boot come rampa di lancio per una V1 o V2. Il progetto non ebbe seguito, ma nel dopoguerra fu ripreso dai sovietici. Nel 1955, mentre gli americani avevano appena terminato la messa a punto del Nautilus, un convenzionale B-67 (classe Zulu IV per la NATO) lanciava il primo SLBM della storia. Per la cronaca, non era niente di troppo complicato: un R-11FM (versione navale dello Scud. Si, quello che Saddam Hussein lanciava nel 1991 durante la guerra del Golfo) sistemato dentro la falsatorre perché troppo grosso per stare nello scafo, e che oltretutto doveva essere obbligatoriamente lanciato in emersione.

L’idea comunque era buona, ed a questo prototipo seguirono altre cinque unità (Zulu V), stavolta con due missili l’una. La massima evoluzione dei sottomarini convenzionali con missili balistici (SSB) furono i Progetto 629 (classe Golf), costruiti in oltre 20 esemplari tra il 1958 ed il 1962: tre missili R-13 (poi R-21, che potevano essere lanciati in immersione) in altrettanti tubi di lancio verticali dentro la falsatorre.

Ma anche stavolta fu la marina Americana a precedere tutti. Dopo aver costruito il primo sottomarino nucleare della storia, il Nautilus, nel dicembre 1959 faceva il suo ingresso in servizio il primo sottomarino nucleare lanciamissili balistici (SSBN) della storia, lo USS George Washington. Primo di una serie di cinque battelli, era il frutto della conversione del primo esemplare della classe Skipjack, lo USS Scorpion, un sottomarino nucleare da attacco.

Il problema era che i sottomarini utilizzati fino a quel momento per le crociere di pattugliamento e deterrenza erano palesemente inadeguati: due battelli della seconda guerra mondiale, modificati per portare un paio di missili Regulus. A parte la soluzione “vintage”, era proprio il missile a non andare bene per quel tipo di missione (il Regulus era un missile da crociera: relativamente lento e facilmente intercettabile). Oltretutto, era in fase di sviluppo il Polaris, un SLBM piuttosto avanzato e comunque decisamente superiore a quello di cui potevano disporre i sovietici.

Quindi la marina richiese qualcosa di più performante, atomico, e che soprattutto potesse trasportare un adeguato numero di questi Polaris. La Electric Boat, incaricata della costruzione, trovò la soluzione definitiva, visto che è utilizzata ancora oggi: sistemare i missili tra la zona per controllo e navigazione (sotto la falsatorre) ed il compartimento reattore, a poppa. Visto che la classe Skipjack era troppo corta, i progettisti decisero di allungarla con una sezione da 40 metri, contenente ben 16 missili (nel caso del George Washington, che era già in costruzione, lo scafo fu letteralmente tagliato per aggiungere la nuova sezione). Il George Washington condusse la sua prima crociera di deterrenza tra il novembre 1960 ed il gennaio 1961.

Anche in questo caso, i sovietici si ritrovarono ad inseguire. La soluzione più semplice, e più rapida, era ovviamente utilizzare quello che già era stato sviluppato: quindi, presero il progetto del loro unico sottomarino nucleare operativo, la classe November, e ci montarono il sistema missilistico della classe Golf. Il risultato fu il Progetto 658 (classe Hotel), il cui primo esemplare, il K-19, entrò in servizio nel 1961 svolgendo pochi mesi dopo la prima crociera di deterrenza.

La vicinanza delle date dell’ingresso in servizio dei primi SSBN delle due superpotenze non deve trarre in inganno. I sovietici infatti erano molto indietro, e la stessa classe Hotel era il risultato di una progettazione estremamente rapida, giusto per mantenere la parità strategica. A parte il discorso affidabilità (il K-19 è tristemente famoso per la sfilza di incidenti che ne ha caratterizzato la carriera: una quasi fusione del nocciolo del reattore durante il viaggio inaugurale e due incendi a bordo con decine di morti, solo per citare i principali), era proprio il progetto ad essere inadeguato.

Il sottomarino sovietico, infatti, ai 16 missili del George Washington poteva opporre appena tre R-13 nella falsatorre, a fronte di dimensioni praticamente uguali. Gli stessi R-13 non erano minimamente paragonabili ai Polaris come prestazioni. Per avere un SSBN veramente alla pari con quelli americani, la marina sovietica dovrà aspettare il 1967, quando entrò in servizio il K-137 (Progetto 667A, nome in codice NATO classe Yankee), capace anche lui di trasportare 16 SLBM.

Gli altri Paesi, chi più chi meno, si ritrovarono a sfruttare soluzioni tecnologiche già utilizzati dalle due superpotenze.

Oggi gli SSBN sono i più grandi sottomarini in circolazione: lunghi oltre 170 metri e con una stazza che supera le 18.000 tonnellate in immersione (a parte la classe Typhoon che è ancora più grossa, ma quella non fa testo perché è un “fuori quota”), possono trasportare fino a 24 SLBM, ovviamente a testata multipla. Armi micidiali, con le loro centinaia di testate nucleari sarebbero in grado di distruggere il mondo più di una volta.

Cenni tecnici

Come detto sopra, gli SSBN di fondo sono dei sottomarini nucleari da attacco su cui sono stati montati dei tubi di lancio verticali per missili balistici. Detta così la cosa può apparire semplicistica (e lo è), ma è proprio questa la loro origine. Le loro enormi dimensioni sono dovute al maggiore spazio necessario per montare i tubi di lancio (basti pensare ai già citati 40 metri in più aggiunti sullo Scorpion).

Questi sottomarini, ovviamente, hanno un discreto numero di tubi lanciasiluri a prua. Tuttavia, il loro armamento principale sono i missili balistici. Come detto precedentemente, sono identificati con la sigla SLBM, ovvero Submarine-Launched Ballistic Missile (missile balistico sublanciato). Questi missili sono detti anche “a cambiamento di ambiente”, visto che vengono lanciati in immersione.

Una delle cose più importanti degli SLBM sono sicuramente le dimensioni: fondamentalmente, devono entrare verticalmente in un sottomarino, quindi non possono essere troppo grossi. Solitamente, la lunghezza è compresa tra i 10 ed i 13-14 metri, anche se sono possibili dimensioni maggiori (soprattutto da parte russa).

Gli SLBM sono quasi sempre alloggiati alle spalle della falsatorre, in numero variabile (spesso gli SSBN si riconoscono grazie ad una specie di gobba, un vero e proprio “cassone”, che ospita le parti terminali dei missili): è stata la prima soluzione adottata dagli Stati Uniti, ed è quella che è stata ritenuta migliore visto che è stata copiata praticamente da tutti. Le uniche due eccezioni sono la già citata classe Hotel, con i missili piazzati dentro la falsatorre (una soluzione provvisoria e dettata dalla fretta, come si è visto), e la classe Typhoon, che invece li ha davanti.

Gli SLBM possono essere lanciati in immersione ed in movimento, fino alla profondità di 50-60 metri. Questa è una caratteristica che hanno avuto tutti i missili di questo tipo, con l’eccezione dei primi modelli sovietici (le versioni navali dello Scud, che ovviamente erano nate con ben altre specifiche).

Oggi, un SLBM moderno può avere una gittata superiore a 10.000 km, ed imbarcare fino a dieci testate nucleari indipendenti. Moltiplicate questo numero per i tubi di lancio a disposizione di un SSBN, ed avrete un’idea della potenza di fuoco che possono sviluppare tali armi.

Stati Uniti

USS Nautilus (SSN-571)
Classe George Washington

1959-1985

USS Seawolf (SSN-575)
Classe Ethan Allen

1961-1992

Classe Skate
Classe Lafayette

1963-1994

Classe Skipjack
Classe James Madison

1964-1995

USS Tullibee (SSN-597)
Classe Benjamin Franklin

1965-2002

Classe Permit
Classe Ohio

1981-in servizio

Classe Sturgeon
Classe Columbia

In sviluppo

URSS/Russia

Classe NovemberProgetto 627 Kit
Classe Hotel I/III
Progetto 658

1960-1991

Classe Victor I/IIIProgetto 671
Classe Yankee I/II
Progetto 667A

1967-1995*

Classe AlfaProgetto 705 Lira
Classe Delta I/IV
Progetto 667B

1972-in servizio

K-278 KomsomoletsClasse MikeProgetto 865 Plavnik
Classe Typhoon
Progetto 941 Akula

1981-in servizio

Classe Sierra I/IIProgetto 945
Classe Borei
Classe Yury Dolgorukiy
Progetto 955

2013-in servizio

* Esclusi gli esemplari convertiti per utilizzi speciali. Vedi sottomarino nucleare per impieghi speciali.

Cina

Classe HanType 09109-I
Classe Xia
Type 092
09-II

1987-in servizio

Classe ShangType 09309-III
Classe Jin
Type 094
09-IV

2007-in servizio

Classe SuiType 09509-V
Type 096
09-VI

In sviluppo

Francia

Classe Rubis
Classe Le Redoutable

1971-2008

Classe BarracudaClasse Suffren
Classe Le Triomphant

1997-in servizio

Classe SNLE-NG
Classe SNLE 3G

In Sviluppo

Gran Bretagna

HMS Dreadnought (S101)
Classe Resolution

1968-1996

Classe Valiant
Classe Vanguard

1993-in servizio

Classe Churchill
Classe Dreadnought

2030?

India

Chakra (classe Charlie)
Classe Arihant

2016-in servizio

Chakra (classe Akula)
Classe S5

In sviluppo

Fonti