Classe November, i primi sottomarini nucleari sovietici

ALTRO NOME: Progetto 627 Kit
TIPOLOGIA: sottomarino nucleare da attacco
ANNI DI SERVIZIO: 1958-1990
ESEMPLARI COSTRUITI: 14
PAESE: Unione Sovietica

K-5 - Classe November
Il sottomarino K-5 in navigazione. Notare la forma idrodinamica della falsatorre. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: sconosciuto, da archivio privato. Public Domain

La classe November stata la prima classe di sottomarini nucleari costruiti in Unione Sovietica. Entrati in servizio nel 1958, ben quattro anni dopo lo USS Nautilus statunitense, costituirono il tentativo del Paese socialista di mantenere la parità tecnologica con lo storico nemico americano.

Il nome russo originale era Progetto 627 Kit, e non furono esattamente un successo dal punto di vista tecnologico: oltre ad essere funestati da alcuni incidenti al reattore, erano molto rumorosi e dunque facilmente individuabili. In altre parole, non furono mai all’avanguardia.

Tuttavia, i November servirono allo scopo per cui furono progettati: erano atomici, funzionavano e costituirono sicuramente un utile bagaglio di esperienze per i progettisti sovietici. Rimasero in servizio fino al 1990, quando anche gli ultimi esemplari furono radiati.

Storia

I sovietici iniziarono a lavorare sulla classe November nel 1952. Il requisito iniziale era abbastanza particolare: realizzare un sottomarino capace di effettuare un attacco atomico contro le città costiere americane, non utilizzando un missile, ma un siluro. L’idea, infatti, era quella di entrare in una base navale americana, lanciare un siluro a testata nucleare chiamato T-15 e distruggere in questo modo tutto ciò che galleggiava. Il T-15 era bello grosso: nella sua formulazione iniziale, avrebbe dovuto avere un diametro di 1.550 mm (il triplo di un tubo lanciasiluri standard), una lunghezza di 23 metri ed una gittata di una cinquantina di chilometri. Il progetto ebbe poi vari sviluppi successivi prima di essere definitivamente accantonato.

Ma noi siamo qui per parlare del sottomarino. L’idea del siluro non piacque molto agli esperti navali sovietici, i quali preferivano un utilizzo più “convenzionale”: secondo la loro opinione, infatti, un sottomarino nucleare sarebbe stato molto più utile per dare la caccia alle navi nemiche (convogli soprattutto). Quindi, invece di lanciare un singolo siluro largo un metro e mezzo, era preferibile averne qualche decina di tipo convenzionale, da lanciare tramite otto tubi lanciasiluri a 100 metri di profondità.

K-3 - Classe November
Il K-3 Leninskiy Komsomol, il primo sottomarino nucleare costruito in Unione Sovietica. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: pliskin1. Public Domain

Lo sforzo per i sovietici, bisogna dirlo, fu notevole: coordinati dal TsKB-13, oltre 130 organizzazioni tra istituti di ricerca, centri di progetto e fabbriche si misero al lavoro su quello che ea un progetto completamente nuovo.

Il primo esemplare venne impostato nel 1955 a Severodvinsk, presso il cantiere navale Sevmash, ed entrò in servizio tre anni dopo. Si trattava del K-3 Leninskiy Komsomol, che rimase in servizio fino al 1990. Gli esemplari successivi erano leggermente diversi, tanto che sono identificati come Progetto 627A. Un esemplare, invece, noto come Progetto 645, venne costruito secondo un progetto ampiamente rivisto, di cui si parlerà dopo. Nonostante si consideri appartenente alla classe November, in realtà è considerato da alcuni una classe a parte (chiamata November II o November Mod.).

La produzione complessiva dei classe November (in tutte le sue versioni) ammonta a 14 unità, entrate in servizio tra il 1958 ed il 1963.

Descrizione tecnica

I classe November erano lunghi 107 metri e larghi quasi otto, con un pescaggio di oltre cinque. Il dislocamento era di 3.100 tonnellate in emersione e 4.000 circa in immersione. L’armamento consisteva in otto tubi lanciasiluri da 533 mm. La massima profondità operativa era di 300 metri.

Strutturalmente, i November avevano una configurazione interna a doppio scafo in acciaio, con quello interno pressurizzato diviso in nove compartimenti.

Questi battelli erano spinti da due reattori nucleari raffreddati ad acqua VM-A da 70 megawatt nominali l’uno, capaci di spingerli ad una velocità decisamente alta, per l’epoca: circa 15 nodi in emersione e 30 in immersione. L’elevata velocità era stata una precisa scelta dei progettisti. Infatti, i November dovevano essere capaci di stare dietro alle grandi portaerei statunitensi, con i relativi gruppi da battaglia. La velocità da 30 nodi, quindi, era un requisito essenziale.

I reattori utilizzati erano piuttosto potenti, e, sembra, anche superiori a quelli utilizzati dagli Stati Uniti in termini di compattezza e potenza. Tuttavia, i problemi non mancavano. Prima di tutto, le vibrazioni: i modelli sovietici sembravano dei martelli pneumatici. Il rumore era quindi elevato, e per un sottomarino (silenzioso per definizione) non è esattamente il massimo. Per dirla tutta, all’epoca i November erano probabilmente la cosa più rumorosa che vagava nelle profondità dell’Atlantico, inclusi anche i battelli subacquei a propulsione diesel.

Bisogna dire però che i sovietici per ridurre il rumore ce la misero tutta: oltre ad un’innovativa forma “a siluro” dello scafo (ed in generale ad un’idrodinamica molto curata, si vedano la forma e le piccole dimensioni della falsatorre), vennero adottate eliche a passo variabile a bassa rumorosità, soluzioni per diminuire le vibrazioni sui componenti interni… Inoltre, prima volta assoluta su un sottomarino, fu installato sullo scafo un rivestimento antisonar. Tutto inutile, a quanto pare: i due VM-A erano decisamente eccessivi.

Un altro grosso problema era l’affidabilità. I generatori diesel, infatti, avevano una durata di funzionamento piuttosto breve, e dopo un po’ iniziavano a deteriorarsi. Questo provocava un aumento del livello delle radiazioni all’interno dei battelli, con ovvi problemi per l’equipaggio (pare che i November fossero definiti delle vere e proprie “fabbriche di tumori”). Il problema venne molto mitigato col tempo, grazie ad un migliore addestramento degli equipaggi ed a nuove soluzioni tecniche, ma forse mai risolto del tutto. Comunque, l’affidabilità dei reattori era per lo meno buona, visto che i November effettuarono parecchie crociere sotto i ghiacci dell’Artico (missioni durante le quali emergere in caso di problemi era semplicemente impensabile).

Il fatto che i progettisti siano “andati al risparmio” con le protezioni antiradiazioni dei reattori per risparmiare peso sembra invece una bufala: escludendo i problemi di deterioramento già citati, pare che i livelli di radioattività nei vari compartimenti fossero nella norma.

Vediamo ora le varie sottoversioni.

Progetto 627 – Classe November

K-3
Raffigurazione di un Progetto 627. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Costruito in un unico esemplare, il K-3. Praticamente, il primo sottomarino nucleare sovietico era un vero e proprio pezzo unico. I modelli successivi presentavano delle differenze e ricevettero un numero di progetto a parte.

  • Lunghezza: 107,4 metri
  • Larghezza: 7,9 metri
  • Pescaggio: 5,65 metri
  • Dislocamento in emersione: 3.118 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 4.069 tonnellate
  • Propulsione: 2 reattori nucleari VM-A da 70 MW l’uno, 2 x 17.500 hp, 2 eliche
  • Velocità: 15,2 nodi in emersione, 30 in immersione
  • Profondità operativa: 240 metri
  • Profondità massima: 300 metri
  • Equipaggio: 104
  • Autonomia: 60 giorni
  • Armamento: 8 tubi lanciasiluri da 533mm

Progetto 627A – Classe November

Classe November
Raffigurazione di un Progetto 627A. Notare il sonar. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: Mike1979 Russia. CC BY-SA 3.0

Dal secondo esemplare in poi, i classe November vennero realizzate con alcune piccole modifiche. Di fondo, erano praticamente uguali, cambiavano leggermente le dimensioni e soprattutto la strumentazione (era stata installata quella già usata sulla classe Foxtrot, che era un po’ più avanzata). Le differenze più grosse erano il sonar sotto la chiglia e un idrofono montato sopra i tubi lanciasiluri, a prua.

  • Lunghezza: 107,4 metri
  • Larghezza: 7,9 metri
  • Pescaggio: 5,7 metri
  • Dislocamento in emersione: 3.118 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 4.053 tonnellate
  • Propulsione: 2 reattori nucleari VM-A da 70 MW l’uno, 2 x 17.500 hp, 2 eliche
  • Velocità: 15,2 nodi in emersione, 30 in immersione
  • Profondità operativa: 240 metri
  • Profondità massima: 300 metri
  • Equipaggio: 104
  • Autonomia: 50 giorni
  • Armamento: 8 tubi lanciasiluri da 533mm

Progetto P627A

Nel 1956, i progettisti pensarono di realizzare una versione SSGN, armata con un missile da crociera a testata nucleare P-20 (quelli che la NATO chiama SS-N-2 Styx). L’anno successivo, tuttavia, rinunciarono al progetto e l’unico esemplare in costruzione venne completato come un normale Progetto 627A.

Questo modello sarebbe stato un po’ più grosso come dimensioni, più lento in immersione ed ovviamente avrebbe avuto un armamento molto diverso, per via del missile da crociera.

Bisogna dire che la marina sovietica in quel periodo stava sviluppando una classe di SSGN, chiamata Progetto 659 (classe Echo per la NATO). Questi battelli entrarono in servizio a partire dal 1960. Evidentemente, i sovietici preferirono utilizzare una classe apposita, piuttosto che ricorrere all’adattamento di sottomarini costruiti per fare altro. Gli Echo, comunque, ereditarono molte soluzioni adoperate sulla classe November (e pure sulla Hotel).

  • Lunghezza: 110,2 metri
  • Larghezza: 9,2 metri
  • Pescaggio: 6,34 metri
  • Dislocamento in emersione: 3.950 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 5.530 tonnellate
  • Propulsione: 2 reattori nucleari VM-A da 70 MW l’uno, 2 x 17.500 hp, 2 eliche
  • Velocità: 25,5 nodi in immersione
  • Profondità operativa: 240 metri
  • Profondità massima: 300 metri
  • Equipaggio: 90
  • Autonomia: ?
  • Armamento: 1 missile da crociera SS-N-2 Styx; 4 tubi lanciasiluri da 533mm, 2 da 400 mm

Progetto PT627A

Altra versione mai realizzata. Dopo l’annullamento del Progetto P627A visto sopra, si pensò con lo stesso scafo di realizzare un sottomarino sperimentale, con nuovo sonar e tubi lanciasiluri da 650 mm. L’idea non ebbe seguito, e nel 1960 si decise di completarlo come “normale” classe November. Per la cronaca, il sottomarino che uscì fuori alla fine fu il K-50.

Progetto 645

Si è scritto prima che un esemplare della classe November venne costruito in modo completamente diverso rispetto agli altri esemplari, con modifiche tali da farlo quasi considerare una classe a parte. Si trattava del K-27, sul quale venne installata una coppia di reattori nucleari VT-1 raffreddati a metallo liquido. Il K-27 era un battello sperimentale a tutti gli effetti: i progettisti volevano provare “sul campo” le caratteristiche di questo tipo di reattori. I risultati furono piuttosto ambigui. Da un lato, erano decisamente più potenti e compatti degli equivalenti modelli raffreddati ad acqua, ma dall’altro c’era il problema della manutenzione: un vero e proprio incubo, unito ad una serie di questioni tecniche che di fatto ne rendeva complicato l’utilizzo. Questi reattori furono poi installati sui sottomarini da attacco della classe Alfa.

Reattori a parte, il K-27 aveva parecchie differenze: era più grosso, anche se di poco, lo scafo aveva una forma diversa ed era realizzato in una nuova lega di acciaio amagnetico, ed i tubi lanciasiluri avevano un innovativo sistema di caricamento rapido. Inoltre, all’interno era organizzato in sette compartimenti invece che di nove.

Insomma, si trattava a tutti gli effetti di un sottomarino diverso.

  • Lunghezza: 109,8 metri
  • Larghezza: 8,3 metri
  • Pescaggio: 5,85 metri
  • Dislocamento in emersione: 3.414 tonnellate
  • Dislocamento in immersione: 4.330tonnellate
  • Propulsione: 2 reattori nucleari VT-1 da 73 MW, 2 x 17.500 hp; 2 eliche
  • Velocità: nodi in emersione, in immersione
  • Profondità operativa: 270 metri
  • Profondità massima: 300 metri
  • Equipaggio: 89
  • Autonomia: 50 giorni
  • Armamento: 8 tubi lanciasiluri da 533mm

Servizio operativo

Il K-3 entrò in servizio nel 1958, seguito da altri 13 battelli (tra cui il K-27, che come abbiamo visto era stato largamente riprogettato). La loro carriera operativa fu abbastanza intensa, anche se inizialmente limitata dall’inaffidabilità dell’impianto propulsivo (questo fu probabilmente il motivo per cui i November non vennero schierati durante la crisi missilistica di Cuba, nel 1962).

Una volta risolti i problemi legati alla propulsione, i Progetto 627 furono impiegati in lunghe crociere di pattugliamento, anche sotto l’artico (il K-3 fu il primo sottomarino sovietico a raggiungere il Polo Nord, nel 1962. Quattro anni dopo lo USS Nautilus). Un esemplare, il K-133, fu protagonista di un vero e proprio giro intorno al mondo. Nel 1966, infatti, venne trasferito dalla Flotta dl Nord a quella del Pacifico, solo che invece di passare sotto l’Artico (come gli altri battelli) fece il “giro lungo”: Mar di Norvegia, Oceano Atlantico, Stretto di Dracke, Oceano Pacifico, fino ad arrivare alla sua destinazione finale, la Kamchatka (accanto all’Alaska). Il viaggio di 21.000 miglia richiese 52 giorni, e fu interamente effettuato in immersione.

Il K-27, nonostante fosse un battello sperimentale, venne largamente impiegato in crociere operative, spingendosi fino al Mediterraneo a “sorvegliare” e svolgere attacchi simulati contro i gruppi navali americani.

I classe November non furono mai dei sottomarini tecnologicamente all’avanguardia, probabilmente nemmeno al momento della loro costruzione. Nonostante questo, la marina sovietica li tenne in servizio piuttosto a lungo, anche se vennero progressivamente relegati a compiti di addestramento ed utilizzati sempre meno. Ufficialmente, tutti i battelli furono radiati entro il 1990.

Oggi, alcuni stanno arrugginendo nelle basi delle flotte del Nord e del Pacifico, ancora in attesa di demolizione. L’unica eccezione è il K-3 Leninskiy Komsomol, che dovrebbe diventare una nave museo.

K-159 - Classe November
Il K-159, in attesa di demolizione. Sarebbe affondato nel 2003, mentre veniva rimorchiato a Polyarny. Immagine derivata da Wikimedia Commons. Autore: The Bellona Foundation. Licenza libera

Incidenti

La carriera dei classe November fu funestata da diversi incidenti, anche piuttosto gravi.

  • 13 ottobre 1960: K-8 (classe November). La rottura di un tubo provocò una perdita di liquido refrigerante. Tre marinai rimasero seriamente feriti e parecchi furono contaminati dalle radiazioni.
  • 12 febbraio 1965: K-11 (classe November). Durante la sostituzione del combustibile nucleare, si verificò una fuga di radiazioni seguita da un incendio. Sette uomini furono seriamente contaminati, mentre 150 tonnellate di acqua radioattiva fuoriuscirono dal sottomarino con seri danni all’ambiente. Alla fine, si decise di sostituire completamente il reattore. Il K-11 rientrò in servizio tre anni dopo.
  • 8 settembre 1967: K-3 Leninskiy Komsomol (classe November). Un incendio a bordo provocò la morte di 39 marinai, avvelenati dal monossido di carbonio. Costretto ad emergere, l’equipaggio riuscì a riportare il battello alla base.
  • 12 aprile 1970: K-8 (classe November). Durante l’esercitazione Okean-70, un corto circuito in due compartimenti provocò un incendio a bordo, che coinvolse l’impianto dell’aria condizionata. Il sottomarino in avaria fu costretto ad emergere nonostante il mare mosso. A causa delle pessime condizioni meteo, il K-8 affondò con parte dell’equipaggio mentre altre unità sovietiche cercavano di rimorchiarlo. Nella disgrazia, complessivamente morirono 52 uomini incluso il comandante.
  • 12 febbraio 1988: K-14 (classe November). Incendio a bordo durante i lavori di manutenzione. Un morto.
  • 30 agosto 2003: K-159 (classe November). Il sottomarino era già stato radiato nel 1989. Mentre veniva rimorchiato al cantiere navale di Snezhnogorsk per la demolizione, affondò per una tempesta provocando la morte di nove uomini di equipaggio.
  • 24 maggio 1968: K-27 (classe November). Durante alcune prove in immersione alla massima velocità nel Mare di Barents, il reattore ebbe un calo di potenza, che portò ad un rilascio massiccio di raggi gamma e gas radioattivi. Il comandante sottovalutò il problema, e non ordinò l’emersione rapida (né, tantomeno, informò l’equipaggio di quanto era accaduto). Solo successivamente venne dato l’allarme. Il risultato fu la contaminazione di tutti i 124 membri dell’equipaggio, di cui dieci in modo grave (quattro morirono entro un mese, ed un’altra trentina fino al 2003). Il K-27 rimase ormeggiato a Gremikha per ulteriori test fino al 1973, quando i vertici della marina decisero che le riparazioni sarebbero state troppo costose. Quindi, nel 1979 il compartimento reattore venne messo in sicurezza, e riempito di sostanze particolari per non far uscire le radiazioni. Il 6 settembre 1982, i sovietici autoaffondarono il sottomarino in un’area test vicino alla Novaya Zemlya, ignorando completamente le raccomandazioni dell’Agenzia Atomica Internazionale (l’Agenzia prevede che un sottomarino possa essere autoaffondato in presenza di un fondale superiore a 1.000 metri, i sovietici lo fecero in 33). Il relitto è ancora lì.

Esemplari costruiti

K-3 Leninskiy Komsomol

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 24/09/1955
Varo: 09/08/1957
Ingresso in servizio: 17/12/1958
Status: radiato nel 1988
Note: nave museo

K-5

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 13/08/1956
Varo: 01/09/1958
Ingresso in servizio: 27/12/1959
Status: radiato nel 1990
Note: Progetto 627A

K-8

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 09/09/1957
Varo: 31/05/1959
Ingresso in servizio: 31/12/1959
Status: affondato il 12/04/1970
Note: Progetto 627A

K-27

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 15/06/1958
Varo: 01/04/1962
Ingresso in servizio: 30/10/1963
Status: radiato nel 1979
Note: Progetto 645. Autoaffondato nel 1982

K-14

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 02/09/1958
Varo: 16/08/1959
Ingresso in servizio: 30/12/1959
Status: radiato nel 1990
Note: Progetto 627A

K-52

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 08/07/1959
Varo: 28/08/1960
Ingresso in servizio: 10/12/1960
Status: radiato nel 1987
Note: Progetto 627A

K-21

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 02/04/1960
Varo: 18/06/1961
Ingresso in servizio: 31/10/1961
Status: radiato nel 1990
Note: Progetto 627A

K-11

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 31/10/1960
Varo: 01/09/1961
Ingresso in servizio: 30/12/1961
Status: radiato nel 1990
Note: Progetto 627A

K-133

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 03/07/1961
Varo: 05/07/1962
Ingresso in servizio: 29/10/1962
Status: radiato nel 1989
Note: Progetto 627A

K-181

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 15/11/1961
Varo: 07/09/1962
Ingresso in servizio: 27/12/1962
Status: radiato nel 1987
Note: Progetto 627A

K-115

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 04/04/1962
Varo: 22/10/1962
Ingresso in servizio: 31/12/1962
Status: radiato nel 1987
Note: Progetto 627A

K-159

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 15/08/1962
Varo: 06/06/1963
Ingresso in servizio: 09/10/1963
Status: radiato nel 1989
Note: Progetto 627A

K-42 Rostovsky Komsomolets

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 28/11/1962
Varo: 17/08/1963
Ingresso in servizio: 30/11/1963
Status: radiato nel 1989
Note: Progetto 627A

K-50

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 14/03/1962
Varo: 16/12/1963
Ingresso in servizio: 18/07/1964
Status: radiato nel 1990
Note: Progetto 627A. K-60 dal 1977

Collegamenti esterni