Classe Khabarovsk, i vettori dei siluri atomici Poseidon

ALTRO NOME: Progetto 09851
TIPOLOGIA: sottomarino nucleare vettore di droni
ANNI DI SERVIZIO: in costruzione
ESEMPLARI COSTRUITI: 0+2
PAESE: Russia

La classe Khabarovsk è il nome in codice NATO con è conosciuta una serie di sottomarini nucleari armati di droni (SSDN) in fase di realizzazione in Russia, e chiamata in patria Progetto 09851.

Questi sottomarini sono dei perfetti sconosciuti: infatti, le informazioni diffuse sono veramente pochissime, di immagini nemmeno a parlarne e di dichiarazioni ufficiali da parte della marina russa (VMF) non ce n’è traccia.

Tra le poche cose certe, c’è l’armamento: sei droni subacquei senza equipaggio Poseidon (classe Kanyon per la NATO), dei mostri lunghi 24 metri a propulsione nucleare ed equipaggiati con una testata atomica al cobalto di quelle potenti, capace di provocare un vero e proprio tsunami radioattivo se fatto esplodere in prossimità delle coste. Praticamente, i classe Khabarovsk sono stati progettati appositamente come piattaforma di lancio di questi ordigni.

La marina russa prevede di immetterne in servizio quattro, con il varo del primo esemplare previsto nel 2020.

Storia

L’idea di sviluppare un sottomarino il cui scopo primario nella vita fosse quello di lanciare un siluro atomico gigante non è nuova. Nel 1952, l’Ufficio Tecnico Malakhit venne incaricato di progettare qualcosa di subacqueo capace di sferrare un attacco atomico contro le città costiere americane. L’arma però non doveva essere un missile, ma un siluro chiamato T-15. Progettualmente, il risultato sarebbe stato il seguente: un sottomarino lungo un centinaio di metri, con un tubo di 23 metri del diametro di 1.550 mm piantato in mezzo allo scafo, a prua (il T-15 era bello grosso). Successivamente, i sovietici decisero che forse era meglio usare altri sistemi per attaccare le basi navali e le installazioni costiere degli Stati Uniti, e quindi il progetto originario venne modificato in uno molto più convenzionale, che diventerà poi la classe November.

Il Khabarovsk è strettamente legato allo sviluppo del drone atomico Poseidon, quindi è impossibile parlare di uno senza accennare all’altro.

Non si conoscono le vicende progettuali che hanno portato alla “riesumazione” dell’idea del siluro atomico, portando la Russia allo sviluppo del Poseidon. La cosa certa è che le prime notizie certe di quest’arma risalgono al 2015, tuttavia i lavori potrebbero essere iniziati prima.

Infatti, la piattaforma su cui è stato sviluppato e testato per la prima volta questo drone subacqueo è il sottomarino B-90 Sarov, un battello sperimentale costruito appositamente per svolgere prove di armi ed apparati di vario tipo. La costruzione del Sarov è iniziata nel 1989, e si è conclusa nel 2008, quando è entrato in servizio. Non è chiaro se il meccanismo di lancio del Poseidon (che occupa parecchio spazio) sia stato previsto da subito oppure sia stato aggiunto con modifiche successive, comunque pare che il B-90 abbia iniziato le prove con questa arma nel 2016.

Nel 2014, la marina russa ha impostato il Khabarovsk (progettato, pare, dall’Ufficio Tecnico Rubin), presso il solito cantiere navale Sevmash di Severodvinsk (che ormai ha il monopolio della costruzione di sottomarini nucleari in Russia). Le prime notizie su questo sottomarino sono state rese pubbliche il 10 novembre 2015, quando, durante un servizio giornalistico, alcune slides riguardanti il Poseidon (che all’epoca si chiamava ancora Status-6) ed il relativo sistema di lancio vennero ripresi “per sbaglio” nelle mani di un generale russo. Visto che su queste cose i russi stanno piuttosto attenti, alla casualità della cosa non ha pensato praticamente nessuno, CIA inclusa.

Il varo del Khabarovsk è previsto nel corso del 2020, mentre per l’ingresso in servizio non si hanno informazioni.

Descrizione tecnica

Le informazioni diffuse su questo sottomarino da fonti ufficiali sono praticamente inesistenti, quindi la gran parte delle (poche) informazioni è frutto di stime e del lavoro dell’intelligence.

Secondo gli esperti, dovrebbe essere una versione ridotta dei sottomarini lanciamissili della classe Borei: doppio scafo, lunghi intorno ai 120 metri e con un diametro simile. Il dislocamento in emersione potrebbe aggirarsi sulle 10.000 tonnellate. Ovviamente, questi battelli non avrebbero i pozzi per i missili balistici alle spalle della falsatorre. L’armamento principale, ovvero i sei Poseidon, dovrebbero essere sistemati a prua, in altrettanti tubi singoli.

Una particolarità è la presenza (presunta e ricavata da alcuni disegni) di due gondole laterali a prua, una per lato dello scafo. Non si tratta del solo sottomarino ad averle, visto che sono presenti anche sul Sarov. La loro funzione non è chiara. Nel caso del Sarov, pare contengano dei cilindri pressurizzati da un metro e mezzo di diametro, che servirebbero come casse di compensazione per via del peso eccessivo degli apparati da provare (il Poseidon/Kanyon con tutto il suo meccanismo di lancio). Sul Khabarovsk, invece, potrebbero servire per ospitare i tubi lanciasiluri standard. In questo caso, però, ci sarebbe il problema della mancanza di spazio per ricaricarli (sarebbero quindi “a colpo singolo”). Comunque, la presenza di eventuali tubi lanciasiluri è abbastanza dibattuta.

Nessuna informazione è stata diffusa sul reattore imbarcato, ma si ritiene che sia una delle varie versioni dell’OK-650.

Progetto 09851 – Classe Khabarovsk

  • Lunghezza: 120 metri?
  • Larghezza: 13 metri (16 con le gondole)
  • Pescaggio: ?
  • Dislocamento in emersione: 10.000 tonnellate?
  • Dislocamento in immersione: ?
  • Propulsione: 1 reattore nucleare OK-650, 1 elica
  • Velocità: oltre 20 nodi in immersione
  • Profondità operativa: 4-500 metri
  • Profondità massima: ?
  • Equipaggio: ?
  • Autonomia: minimo 60 giorni
  • Armamento: 6 droni atomici classe Kanyon; tubi lanciasiluri?

Progetto 09853 – Classe Khabarovsk?

Versione perfezionata di cui si sa pochissimo, e che potrebbe essere senza equipaggio. Due esemplari previsti, ognuno armato con sei Poseidon/Kanyon. Il primo esemplare, stando ad alcune dichiarazioni, sarebbe in costruzione dal 2017 e dovrebbe chiamarsi Ulyanovsk.

Servizio operativo

Il varo del primo esemplare della classe Khabarovsk era previsto nel 2020, ma la consegna è slittata alla fine del 2021. Le prove in mare che potrebbero durare diversi anni. Un secondo esemplare sarebbe in costruzione.

La marina russa ha parlato di una classe di quattro unità, ma non è chiaro se il totale si riferisca al Progetto 09852 oppure sia un numero che comprende tutti i sottomarini in grado di imbarcare i Poseidon (SSDN). Nel caso fosse vera la seconda ipotesi, il Khabarovsk sarebbe un esemplare unico, affiancato in futuro da due Progetto 09853 e dal K-329 Belgorod (che però è anche un sottomarino per missioni speciali, ed il trasporto dei Poseidon sembrerebbe essere la sua missione secondaria. Il Sarov è un sottomarino per test, e quindi non viene incluso). Questa ipotesi sembrerebbe la più valida. L’alternativa è che la VMF si ritrovi con quattro classe Khabarovsk e due Progetto 09853, per un totale di sei SSDN (sette con il Belgorod). Insomma, la situazione è abbastanza confusa ed i programmi della marina russa non sono per niente chiari.

Comunque stiano le cose, questi sottomarini rappresentano per la NATO una sfida, visto che si tratta di un tipo di armi che non si sono mai trovati ad affrontare. Infatti, non si tratta di “pedinare” un normale sottomarino (cosa che le marine NATO sanno fare molto bene), ma di intercettare qualcosa che non ha precedenti. Le stesse marine occidentali, ad oggi, non hanno strumenti efficaci per contrastare i Poseidon (con le parziali eccezioni, forse, dei siluri americani Mk.48 ADCAP o degli Spearfish britannici): questi ordigni, per profondità operativa e velocità, sono praticamente intoccabili. Quindi, la NATO potrebbe essere costretta, a breve, a sviluppare nuove armi antisommergibile ad elevate prestazioni: una cosa per niente economica, per la quale bisognerà trovare i soldi.

Esemplari costruiti

Khabarovsk

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 27/07/2014
Varo: 2021?
Ingresso in servizio: 2023?
Status: in costruzione
Note:

Ulyanovsk

Cantiere: Sevmash (Severodvinsk)
Impostazione: 2017
Varo:
Ingresso in servizio: 2027?
Status: in costruzione
Note:

Collegamenti esterni