I russi decidono di recuperare i reattori di due sottomarini nucleari affondati

Si sta pensando a come recuperare i reattori nucleari del K-27 e del K-159, due battelli della classe November

K-159
Il sottomarino K-159 prima della partenza. Le pessime condizioni dello scafo sono ben visibili. La rottura di uno dei “bidoni” laterali provocò l’affondamento del battello. Fonte: Wikimedia Commons. Autore: The Bellona Foundation. Licenza libera

Nel marzo del 2020, il Presidente russo Putin ha emesso una bozza di decreto per il recupero di due vecchi sottomarini nucleari affondati nel Mare di Barents: il K-27 ed il K-159.

Si tratta di due battelli da attacco della classe November, costruiti tra la fine degli anni cinquanta ed i primi anni sessanta.

  • Il K-27 venne autoaffondato nel 1982, dopo un gravissimo incidente al reattore accaduto nel 1968. Attualmente si trova ad una trentina di metri di profondità.
  • Il K-159 affondò nel 2003, mentre veniva rimorchiato ad un cantiere per essere demolito. L’incidente provocò nove morti (sette di questi potrebbero essere ancora all’interno dello scafo). Il sottomarino è a circa 200 metri di profondità.

Entrambi i battelli hanno ancora i reattori nucleari a bordo, con tanto di combustibile, e costituiscono un notevole rischio ambientale. Recuperarli però non è semplice, anzi!

Recuperare un sottomarino dal fondo è sempre un’impresa ingegneristica di rilievo, che non può essere improvvisata. Le difficoltà aumentano a seconda delle condizioni del relitto.

Certo, esistono dei precedenti.

  • Gli Stati Uniti riuscirono a recuperare una parte del K-129, un battello convenzionale della classe Golf che si trovava a 5.000 metri di profondità. L’impresa però fu difficile e molto costosa. La nave che si occupò del recupero, la Glomar Explorer, è stata demolita.
  • Il relitto del K-141 Kursk (a poco più di 100 metri) venne recuperato quasi tutto, con l’eccezione della prua con i siluri (che venne fatta esplodere sul fondo per motivi di sicurezza). il Kursk pesava il triplo di un classe November ed era molto più grosso, ma lo scafo era in ottime condizioni.

Le condizioni dei due sottomarini (K-27 e K-159) sono pessime: il primo e sott’acqua da 40 anni, mentre il secondo era in abbandono da 14 anni prima di affondare, 18 anni fa. Gli scafi, quindi, sono vecchi e fragili.

Al momento, non esiste una nave in grado di riportare in sicurezza questi battelli in superficie, ed andrebbe costruita praticamente da zero. Inizialmente (2017) si riteneva che la Itarus, una piattaforma galleggiante semisommergibile costruita da Fincantieri per la Russia, potesse essere in grado di effettuare questo recupero. A quanto pare, però, valutazioni successive hanno costretto i tecnici a “correggere il tiro”.

Il fatto che però si cominci a parlare di riportarli in superficie è comunque un buon segno.

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