FAQ sui sottomarini nucleari

Tutto quello che avreste sempre voluto chiedere sull’argomento in una sola pagina!

Sottomarino nucleare e orsi polari
Tre orsi polari vagano incuriositi intorno al sottomarino nucleare da attacco USS Honolulu (classe Los Angeles), emerso attraverso i ghiacci artici. La foto è stata scattata nell’ottobre 2003. Fonte: Wikimedia Commons

Quanti tipi di sottomarini nucleari esistono?

Al giorno d’oggi, esistono quattro tipologie di sottomarini nucleari, a seconda del tipo di armamento e di impiego.

Qual è il sottomarino nucleare più veloce?

Il più veloce sottomarino (non solo nucleare) mai costruito è il K-162/K-222 sovietico, conosciuto in Occidente con il nome in codice NATO di classe Papa. Si trattava di un esemplare, unico, costato uno sproposito e che era in grado di raggiungere i 44,7 nodi in immersione (82,78 km/h): praticamente, una Ferrari subacquea! I secondi in classifica sono i classe Alfa, sovietici pure loro, che potevano superare i 40 nodi.

Qual è il sottomarino nucleare più grande?

Fino a qualche tempo fa, i sottomarini nucleari più grandi mai costruiti erano senza ombra di dubbio gli SSBN russi della classe Typhoon: lunghi 170 metri e larghi 25, hanno un dislocamento in immersione superiore alle 30.000 tonnellate (qualcuno dice anche 48.000). Questi colossi sono rimasti insuperati per decenni. Nel 2019, però, è stato varato il K-329 Belgorod, un battello per missioni speciali lungo 178 metri e largo 15, sul quale non esistono numeri (o meglio, esistono ma la marina russa non ha alcuna intenzione di comunicarli). Comunque, il dislocamento in immersione andrebbe tra le 24.000 e le 30.000 tonnellate, a seconda delle stime.

Qual è il sottomarino nucleare con la maggiore profondità operativa?

Quando si parla di profondità operativa per i sottomarini nucleari, la sfida è tutta in campo russo.

  • Se andiamo a considerare i sottomarini considerati “da guerra”, quindi armati, quello con la maggiore profondità operativa è stato il K-278 Komsomolets, affondato nel 1989 per un incendio a bordo. Si trattava di un SSN sperimentale utilizzato operativamente con la marina sovietica, che poteva raggiungere i 1.000 metri di profondità.
  • Se invece consideriamo anche i battelli per missioni speciali (SSAN), c’è il Losharik russo che con i suoi 2.500 metri confermati (e 6.000 stimati) batte di gran lunga tutti gli avversari attuali.

Per la cronaca, in campo occidentale il “record” appartiene ai 724 metri dell’NR-1, un SSAN statunitense radiato nel 2008.

Comunque, escludendo gli SSAN, un sottomarino nucleare moderno solitamente non può avventurarsi sotto i 600 metri senza che il suo scafo collassi.

Se prendiamo in considerazione i mezzi convenzionali, esistono batiscafi che raggiungono tranquillamente il fondo della Fossa delle Marianne, a circa 11.000 metri.

Com’è armato un sottomarino nucleare?

La risposta è: dipende dalla tipologia. Premesso che i tubi lanciasiluri li hanno più o meno tutti, andiamo a vedere meglio.

  • I sottomarini nucleari da attacco con un certo numero di tubi lanciasiluri, capaci di sparare siluri, missili antinave e da crociera, oltre che rilasciare mine. Alcuni modelli più moderni hanno anche dei lanciatori verticali per missili da crociera.
  • I sottomarini nucleari lanciamissili balistici, oltre ai tubi lanciasiluri, hanno anche dei pozzi per missili balistici intercontinentali che si possono lanciare in immersione. Di solito, questi pozzi sono sistemati alle spalle della falsatorre (non sempre: le classi Typhoon ed Hotel sono l’eccezione).
  • I sottomarini con missili da crociera sono equipaggiati, oltre che con i soliti tubi lanciasiluri, anche con numerosi pozzi di lancio per missili da crociera e antinave. I missili da crociera sono una prerogativa statunitense: i classe Ohio modificati ne possono caricare 154, in pozzi alle spalle della falsatorre. I russi (ed i sovietici prima di loro) puntarono prevalentemente sui missili antinave, in funzione anti-portaerei. Di solito, i tubi per questi missili sono montati lateralmente alla falsatorre, anche se i moderni classe Yasen li hanno dietro.
  • I sottomarini per missioni speciali… Beh, dipende. Se sono il risultato della conversione di qualche altro sottomarino (di solito SSBN), mantengono i tubi lanciasiluri. Se invece sono delle “costruzioni originali”, allora sono disarmati. Un’eccezione sono il Belgorod e la classe Khabarovsk, progettati per lanciare (tra le altre cose) anche i giganteschi droni atomici Poseidon.

Qual è il sottomarino nucleare più costoso?

Questa è un’ottima domanda. Premesso che i sottomarini nucleari sono tutti molto costosi, stilare una classifica è abbastanza difficile. Infatti, bisogna vedere i valori attuali delle monete, oltre che i tassi di cambio… Insomma, non è semplice. Comunque, questa è una lista indicativa, con qualche numero.

Sottomarini occidentali

  • I classe Seawolf sono i più costosi SSN realizzati fino ad oggi, con un costo unitario di 3 miliardi di dollari (3,5 miliardi l’ultimo esemplare). Attenzione: 3 miliardi all’epoca della costruzione. Oggi equivalgono a 5…
  • I futuri SSBN classe Columbia potrebbero superare i 9 miliardi di dollari l’uno.
  • I classe Astute, i nuovi gioiellini della Royal Navy, hanno sfondato ogni possibile previsione di budget: il capoclasse ha superato i 3,5 miliardi di sterline (gli altri, comunque, hanno un costo più basso, in linea con le aspettative).
  • Sempre per restare in Gran Bretagna, i futuri SSBN classe Dreadnought potrebbero avere un costo unitario superiore agli 8 miliardi di euro.
  • I francesi, invece, con i loro SSBN classe Le Triomphant, all’epoca stupirono tutti con ben 4,2 miliardi di euro ad esemplare (prezzi del 2010).

Russia e Cina

Dalla lista rimangono fuori cinesi e russi. Chiariamo, non è che i loro sottomarini siano economici, solo che è piuttosto difficile calcolare i costi reali: tra la produzione che avviene in cantieri statali, la manodopera che costa meno ed il cambio con dollaro/euro un po’ ballerino, fare i conti non è semplice. Per non parlare della riservatezza

Comunque, i moderni Yasen hanno un costo unitario intorno al miliardo e mezzo di dollari (2011), mentre l’ultimo esemplare della classe Akula raggiunse i 2,4 miliardi (ed il prezzo non è per niente indicativo). Nessuno ha mai provato a calcolare il costo di “mostri” come il K-162, il Komsomolets, gli Alfa ed i Sierra, per non parlare dei Typhoon, dato che furono costruiti in epoca sovietica. Ma le cifre dovettero essere folli, visto che è stato calcolato che ammodernare un singolo Typhoon costerebbe quanto realizzare due SSBN classe Borei nuovi…

La Repubblica Popolare Cinese dichiara pochissimo a proposito dei suoi sottomarini. Comunque, per la classe Jin è stato dichiarato un costo unitario di 750 milioni di dollari a fine anni novanta. Notare però che si tratta di sottomarini concettualmente più antiquati rispetto alle controparti russe ed occidentali.

Quanti sono i sottomarini nucleari affondati?

I sottomarini nucleari affondati complessivamente sono stati nove: sette russi/sovietici e due americani. Maggiori informazioni sui singoli incidenti si trovano nelle pagine delle varie classi.

Stati Uniti

  • USS Threscher (classe Permit): 10 aprile 1963, 190 miglia a est di Cape Cod. Si ritiene che la causa sia stata una perdita da una delle tubature del sottomarino, che provocò un allagamento della sala motore. Il black-out provocò lo spegnimento dell’apparato propulsivo, ed il battello iniziò ad affondare di poppa. Il problema su accentuato da ghiaccio formato sulle valvole, che impedì il funzionamento delle casse di zavorra. Il sottomarino purtroppo raggiunse la profondità di collasso dello scafo prima che l’equipaggio riuscisse a riavviare il reattore.
  • USS Scorpion (classe Skipjack): 22 maggio 1968, 400 miglia a sud ovest delle Azzorre. Le cause sono imprecisate, ma si ritiene che sia dovuto alla mancanza di manutenzione (il battello in passato aveva già avuto problemi di vari tipi).

Unione Sovietica e Russia

  • K-8 (classe November): 12 aprile 1970, Golfo di Biscaglia. Durante un’esercitazione, un corto circuito provocò un incendio a bordo, il che costrinse il sottomarino ad emergere nonostante il mare mosso. A causa delle pessime condizioni meteo, il K-8 affondò con parte dell’equipaggio mentre altre unità sovietiche cercavano di rimorchiarlo. Nella disgrazia, complessivamente morirono 52 uomini incluso il comandante. Il sottomarino giace a 4.600 metri di profondità.
  • K-27 (classe November): 6 settembre 1982, vicino la Nuova Zemlya. Il sottomarino rimase vittima di un gravissimo incidente al reattore nel maggio 1968.. Rimase ormeggiato fino al 1979, quando venne definitivamente radiato perché troppo complicato da riparare. Il reattore fu messo in sicurezza ed il battello venne autoaffondato, ignorando completamente le raccomandazioni dell’Agenzia Atomica Internazionale (l’Agenzia prevede che un sottomarino possa essere autoaffondato in presenza di un fondale superiore a 1.000 metri, i sovietici lo fecero in 33). Il relitto è ancora lì, e si sta valutando il recupero dei due reattori.
  • K-429 (classe Charlie I): il sottomarino nucleare che affondò due volte. La prima, il 24 giugno 1983, al largo di Petropavlovsk-Kamchatsky. Nonostante il sottomarino fosse in revisione dopo una lunga crociera, il comandante della Flotta del Pacifico ordinò che prendesse parte ad un’esercitazione. Il comandante Suvorov cercò invano di opporsi alla missione, per la quale il battello non era pronto. Nell’impossibilità di rintracciare tutta la ciurma (che era in licenza), Suvorov fu costretto a riempire i vuoti con i marinai del porto. Il risultato fu che, di 120 uomini a bordo, una quarantina non erano mai stati sul K-429, e non avevano alcun addestramento specifico. Il comandante, prima di dirigersi verso l’area test, decise di fare una prova di immersione. Il problema fu che il K-429, mentre era in porto, aveva l’impianto di ventilazione completamente aperto, con parecchi sistemi automatici di sicurezza disabilitati. Il risultato fu catastrofico: la parte di prua venne invasa dall’acqua, con 14 uomini che rimasero uccisi praticamente subito. Quando finalmente il sistema di ventilazione venne messo in sicurezza, il battello giaceva a 39 metri sul fondo del mare. Visto che era in revisione, il K-429 non aveva a bordo né le boe di emergenza, né tantomeno la capsula di salvataggio: quindi l’equipaggio non poteva né uscire, né comunicare con l’esterno. Il comandante Suvorov, speranzoso, decise di attendere: in fondo, nell’area test lo stavano aspettando, e non vedendolo si sarebbero preoccupati. Dopo un’intera giornata di attesa, due marinai, offertisi volontari, uscirono dai tubi lanciasiluri, riemersero e nuotarono fino a riva in cerca di aiuto. Finalmente, alle sette di sera del 25 giugno, una nave di soccorso localizzò il K-429 ed iniziò ad evacuare l’equipaggio. Durante le operazioni, altri due uomini morirono, ma per le 23:00 il battello era vuoto. Alla fine, il comandante Suvorov venne arrestato e condannato a 10 anni di carcere. In compenso, l’ammiraglio Yerofeyev, il comandante della Flotta del Pacifico, colui che aveva ordinato l’esercitazione, fu promosso al comando della Flotta del Nord. Il K-429 venne recuperato e tornò in servizio. La seconda, il 13 giugno 1985, mentre era ormeggiato in una base della Flotta del Pacifico. Recuperato e demolito.
  • K-219 (classe Yankee I): 6 ottobre 1986, Fossa di Hatteras (al largo delle Bermuda). Il 3 ottobre, mentre il sottomarino era in navigazione al largo delle Bermuda, un’infiltrazione di acqua in uno dei pozzi di lancio degli R-27 provocò una reazione chimica con i residui del combustibile liquido del missile, con conseguente incendio ed esplosione. Quest’ultima provocò una falla nello scafo: il K-219 iniziò ad imbarcare acqua e cominciò ad affondare. Dopo aver arrestato la discesa, l’equipaggio riuscì a mettere in sicurezza il reattore: il sistema di raffreddamento era fuori uso, l’arresto di emergenza non aveva funzionato e due marinai dovettero inserire le barre di controllo manualmente. Una volta messo in sicurezza il sottomarino, il capitano ordinò l’emersione. Il comando della marina sovietica ordinò ad una nave da carico di rimorchiare il K-219 fino a Gadzhiyevo, una delle basi della Flotta del Nord, distante qualcosa come 7.000 km. Ma era impossibile: i gas venefici a bordo del K-219 resero impossibile la permanenza dell’equipaggio, ed il comandante Britanov ordinò di abbandonare la nave e trasferirsi a bordo del mercantile. Il comando sovietico non la prese bene, ed ordinò all’equipaggio di risalire a bordo. Ma il sottomarino continuava ad imbarcare acqua, ed affondò il 6 ottobre. I suoi resti giacciono sul fondo della fossa di Hatteras, a 6.000 metri di profondità.
  • K-278 Komsomolets (classe Mike): 7 aprile 1989, Mare di Barents (nella zona dell’Isola degli Orsi). Mentre era in navigazione, un corto circuito provocò un incendio a bordo. Le fiamme iniziarono a propagarsi rapidamente, provocando l’arresto automatico d’emergenza del reattore. Senza propulsione e con i controlli idraulici fuori uso, il K-278 riuscì a riemergere dopo undici minuti. Dopo alcune ore, il sottomarino iniziò ad affondare: l’equipaggio si lanciò in acqua, cercando (spesso invano) di raggiungere alcune piccole imbarcazioni di emergenza che erano state lanciate direttamente dal K-278. Molti uomini finirono nelle acque gelide e, non indossando indumenti adatti, morirono di ipotermia (la temperatura dell’acqua era di circa 2°). Il sottomarino si inabissò poco dopo, con a bordo sei uomini incluso il capitano. Cinque di questi riuscirono ad abbandonare il battello grazie alla capsula di salvataggio nella falsatorre, ma una volta giunti in superficie solo uno riuscì ad abbandonarla prima che affondasse. Complessivamente, su 69 uomini di equipaggio, solo 25 vennero recuperati vivi da un peschereccio giunto sul posto dopo le sei del pomeriggio. Il relitto giace a 1.700 metri di profondità, e viene costantemente monitorato per via delle radiazioni.
  • K-141 Kursk (classe Oscar II): 12 agosto 2000, Mare di Barents (al largo di Severomorsk). Durante un’esercitazione vicino la base di Severomorsk, nella Penisola di Kola, un’esplosione a bordo del sottomarino causata da una perdita di carburante da un siluro provocò l’allagamento dei locali. Il sottomarino si adagiò ad un centinaio di metri di profondità. La marina russa tentò di minimizzare l’incidente, ma in realtà era assolutamente impreparata a gestire una situazione del genere. Dopo vani tentativi, i russi furono costretti ad accettare l’aiuto di altri Paesi (17 agosto). Fu tutto inutile: l’intero equipaggio di 118 uomini rimase ucciso nell’incidente. Il Kursk venne recuperato qualche tempo dopo, a parte la prua che venne tagliata e fatta esplodere sul fondale.
  • K-159 (classe November): 30 agosto 2003, Mare di Barents. Il sottomarino era stato radiato nel 1989, ed era in attesa di essere demolito. Mentre veniva rimorchiato al cantiere navale di Snezhnogorsk per la demolizione (per navigare gli erano stati agganciati dei pontoni, visto che era talmente arrugginito da non poter galleggiare da solo), affondò a causa di una tempesta. Morirono nove uomini di equipaggio. Il relitto è a 200 metri di profondità, e si sta valutando il recupero dei reattori.

I sottomarini nucleari sono mai stati usati in guerra?

La risposta è si, i sottomarini nucleari sono stati utilizzati in combattimento.

  • Ad oggi, il primo ed unico sottomarino nucleare ad aver attaccato con siluri una nave nemica è l’HMS Conqueror, un SSN britannico della classe Churchill. Durante la guerra delle Falkland, il 2 maggio 1982, attaccò ed affondò l’incrociatore argentino ARA General Belgrano, durante la guerra delle Falkland. Oltre 300 marinai argentini persero la vita.
  • Se invece andiamo a considerare l’utilizzo di sottomarini nucleari come piattaforme per il lancio di missili da crociera, i classe Los Angeles hanno preso parte ad entrambe le guerre contro l’Iraq (1991 e 2003).
  • Non esistono informazioni sull’impiego dei battelli subacquei atomici per le missioni speciali (incursori, spionaggio, ecc.). Solitamente, si tratta di missioni “coperte”, sulle quali si sa poco o niente.