I sottomarini nucleari in Cina: una forza subacquea in costruzione

La Marina della Repubblica Popolare Cinese è stata la prima marina asiatica a sviluppare e costruire sottomarini nucleari. Oltretutto, ci è riuscita contando solo sulle sue forze, almeno all’inizio. La Cina, partendo da realizzazioni spesso derise dagli esperti a causa delle scarse (eufemismo) prestazioni, si sta avviando a mettere in mare una flotta di tutto rispetto. Forse non all’avanguardia tecnologicamente, ma della quale bisogna tenere conto.

Storia

Le origini dei sottomarini nucleari in Cina

La Cina degli anni cinquanta era un Paese molto arretrato: povero, fondamentalmente agricolo, aveva un livello tecnologico lontano anni luce da quello attuale. Tuttavia, non per questo era meno ambizioso. Infatti, già dal 1956 i vertici dello Stato asiatico si erano messi in testa che la propulsione nucleare navale sarebbe stato un asset indispensabile per il futuro sviluppo del Paese. Il problema era essenzialmente tecnologico: la Cina, semplicemente, non aveva le conoscenze necessarie per realizzare unità del genere. Anzi, per dirla tutta, i cinesi non erano nemmeno capaci di progettare un sottomarino da soli.

All’epoca, infatti, le uniche tecnologie avanzate venivano “gentilmente” fornite dall’Unione Sovietica, in nome di un patto di amicizia ed alleanza che era stato ratificato negli anni cinquanta. Il problema era che i sovietici, solitamente, non esportavano tecnologia avanzata, nemmeno ai propri alleati. Quindi, quando i cinesi chiesero se gli potevano dare una mano con i sottomarini nucleari, l’URSS rispose picche, affermando che sarebbe stato “prematuro”. Stesso discorso per i missili più sofisticati.

Ma i cinesi non si persero d’animo. Lo stesso Mao, nel 1958, dichiarò che, anche a costo di metterci 10.000 anni, il suo Paese avrebbe costruito un sottomarino nucleare. Come vedremo, ci misero molto meno.

Dopo la metà degli anni sessanta, l’accordo di amicizia aveva virtualmente cessato di esistere: le divergenze tra i due Paesi, non solo ideologiche, erano troppo forti.

Tipo 033 - Classe Romeo
Un Tipo 033, conservato come nave museo. Si trattava di una copia della classe Romeo sovietica, e furono i primi sottomarini che i cinesi furono in grado di realizzare da soli. Immagine derivata da Wikimedia Commons

Cosa avevano in mano i cinesi per portare avanti un programma di sottomarini atomici? Molto poco: delle unità convenzionali della classe Whiskey, oltre agli schemi di costruzione di un altro paio di classi appena più evolute (i Romeo ed i Golf). Per i missili la situazione era addirittura peggiore: l’unico che i cinesi fossero in grado di costruire era l’R-2, chiamato dalla NATO SS-2 Sibling, che in sostanza era una V2 tedesca migliorata, e possedevano alcuni dati tecnici sugli R-5 (SS-3 Shyster per la NATO).

Partendo da questo, e senza ricevere alcuna forma di assistenza tecnica, la Cina si avviò a costruire i primi sottomarini nucleari: una sfida enorme, per un Paese arretrato com’era la Cina dell’epoca.

Nel 1965 i vertici cinesi ordinarono di realizzare un prototipo di reattore navale a terra, in modo da poter effettuare tutti i test necessari. Contemporaneamente, stabilirono che lo sviluppo dei sottomarini nucleari sarebbe andato avanti in due fasi: prima la realizzazione di un sottomarino nucleare da attacco (SSN, i cui lavori progettuali erano già iniziati) e successivamente un sottomarino con missili balistici (SSBN), che era decisamente più complesso. L’obiettivo era molto ambizioso: realizzare qualcosa che stesse alla pari con quello che era in servizio in Unione Sovietica. Come vedremo, non ci si avvicinarono nemmeno.

La prima generazione

La realizzazione dei primi sottomarini nucleari cinesi andò molto per le lunghe, e non solo per motivi tecnici. Infatti, i cinesi dovettero fare tutto da soli, a cominciare dal reattore imbarcato (cosa molto complicata visto che all’epoca la Cina non era nemmeno una potenza nucleare). Inoltre, ci si mise la Rivoluzione Culturale a rallentare ulteriormente il programma, con ingegneri e responsabili vari imprigionati per essere “rieducati”. Per dare un’idea, è stato calcolato che questo provocò dei ritardi di circa 10 anni, e solo per la fase di test (vedere l’articolo sulla classe Han per approfondire).

Fu solo nel 1970 che il primo sottomarino nucleare cinese, classe Han (09-I o Tipo 091 in patria), venne finalmente varato: era senza reattore (l’avrebbero montato l’anno dopo) e antiquato già al momento della sua ideazione, ma la Cina ce l’aveva fatta. Questo sarebbe entrato in servizio nel 1974, anche se sarebbe stato pienamente operativo solo una quindicina d’anni dopo.

Chang Zheng-1 SSN
Il Chang Zheng-1, primo sottomarino nucleare cinese costruito. Appartiene alla classe Han, considerata dagli esperti la peggiore mai realizzata. Entrato in servizio nel 1974, venne radiato nel 2000. Immagine derivata da Wikimedia Commons

Nel 1981 fu la volta del primo SSBN cinese, il Chang Zheng-6 della classe Xia (09-II o Tipo 092): praticamente, si trattava di un classe Han allungato per far entrare 12 pozzi di lancio per missili balistici sublanciati (SLBM) JL-1.

Questi sottomarini erano molto problematici: rumorosi, inaffidabili e soprattutto pericolosi per l’equipaggio a causa delle radiazioni prodotte dal reattore, schermato male (problema risolto successivamente, almeno sui classe Han). La stessa strumentazione di bordo era piuttosto antiquata, visto che era di produzione locale e derivata da analoghi sistemi sovietici degli anni cinquanta e sessanta. Successivamente, alcuni Han ricevettero impiantistica francese, decisamente migliore.

Nonostante tutte le loro limitazioni, gli Han e lo Xia furono i primi sottomarini nucleari sviluppati e costruiti da un Paese asiatico, e costituirono la base su cui poi la Cina realizzò la sua forza atomica subacquea.

Classe HanType 09109-I
Classe Han
Type 091
09-I

1974-in servizio

Classe ShangType 09309-III
Classe Xia
Type 092
09-II

1987-in servizio

La seconda generazione

I sottomarini della prima generazione non furono esattamente dei gioielli della tecnica, quindi i cinesi iniziarono già dai primi anni ottanta a studiare qualcosa di meglio. Tuttavia, fu solo nel decennio successivo che i cantieri navali iniziarono ad impostare le nuove unità.

Stavolta i cinesi non fecero proprio da soli, ma ricevettero un aiuto piuttosto qualificato: quello russo. Non esistono conferme ufficiali su questa storia, ma si ritiene che l’Ufficio Tecnico Rubin, uno dei principali istituti per la progettazione di sottomarini nucleari della Federazione Russa, abbia aiutato i progettisti del Paese asiatico a realizzare la seconda generazione dei loro battelli subacquei atomici, con tanto di vendita di tecnologie. Il tutto, ovviamente, con l’approvazione del governo russo, all’epoca (parliamo dei primi anni novanta) senza un soldo ed alla disperata ricerca di fondi.

I russi, ovviamente, non cedettero ai cinesi i loro ultimi ritrovati, ma tecnologie degli anni settanta, che alla fine consentirono comunque alla Cina un grosso passo in avanti.

Classe Jin all'ormeggio
Un esemplare della classe Jin all’ormeggio. Questi sottomarini nucleari con missili balistici furono i primi ad essere realmente utilizzabili per crociere di deterrenza. Dal punto di vista tecnico, sono grosso modo paragonabili ai Delta III sovietici. Immagine tratta da Wikimedia Commons

Il risultato furono gli SSN della classe Shang (09-III o Tipo 093) e gli SSBN classe Jin (09-IV o Tipo 094), i primi grosso modo paragonabili ai Victor III, i secondi ai Delta III.

Anche questi, come i predecessori, erano piuttosto rumorosi, ma tutto sommato non troppo. Le ultime versioni degli Shang, per dire, hanno la stessa traccia acustica dei classe Los Angeles dei primi anni ottanta.

Con questi sottomarini, finalmente, la Marina della Repubblica Popolare Cinese è riuscita a disporre di mezzi affidabili e sufficientemente adeguati, in grado di svolgere crociere più lunghe. Grazie ai nuovi SSBN, inoltre, per la prima volta il Paese asiatico ha avuto a disposizione un efficace strumento di deterrenza nucleare navale (anche se questi sottomarini raramente si allontanano dalle acque territoriali cinesi).

Classe HanType 09109-I
Classe Shang
Type 093
09-III

2006-in servizio

Classe ShangType 09309-III
Classe Jin
Type 094
09-IV

2007-in servizio

La terza generazione

A partire dagli anni duemila, la Cina sta sviluppando (o meglio, sta iniziando a costruire) una terza generazione di sottomarini lanciamissili: un SSN, il Tipo 095 (09-V) ed un SSBN, il Tipo 096 (09-VI). Questi dovrebbero essere più silenziosi dei precedenti, oltre ad imbarcare tutti gli ultimi ritrovati tecnologici. Per la prima volta, sui sottomarini nucleari da attacco i cinesi contano di installare dei lanciatori verticali per missili antinave e da crociera, mentre gli SSBN avranno un numero di missili più alto dei predecessori (quindi sicuramente superiore a 12), oltre che più moderni (i JL-3, in fase di sviluppo).

Per sviluppare le tecnologie e gli apparati da montare sulla terza generazione di sottomarini nucleari, la marina cinese sta utilizzando un battello convenzionale, il Tipo 032 (classe Quing per la NATO). Si tratta di un unico esemplare, con un dislocamento in immersione di oltre 6.600 tonnellate (è considerato il più grosso sottomarino convenzionale esistente), costruito appositamente come nave-test. A bordo di questo “colosso”, i cinesi stanno collaudando nuovi missili (antinave, da crociera, SLBM) e siluri, alloggiamenti per droni e forze speciali, capsule di salvataggio da utilizzare in caso di emergenza, ecc.

La grande incognita è se i progettisti cinesi riusciranno a sviluppare qualcosa che sia finalmente alla pari delle migliori realizzazioni americane e russe. La tecnologia del Paese asiatico, infatti, è più arretrata di quella delle altre due potenze, e non è detto che i risultati siano all’altezza delle aspettative. Oltretutto, la collaborazione russa stavolta non è così scontata, e vista l’attuale situazione geopolitica qualunque altro aiuto sarebbe praticamente impossibile. Con molta probabilità, quindi, stavolta i cinesi saranno costretti a fare veramente da soli.

Classe HanType 09109-I
Classe Sui
Type 095
09-V

In sviluppo

Classe ShangType 09309-III
Tipo 096
09-VI

In sviluppo

Organizzazione

La Marina della Repubblica Popolare Cinese è organizzata in tre flotte:

  • Flotta del Mar Cinese Settentrionale;
  • Flotta del Mar Cinese Orientale;
  • Flotta del Mar Cinese Meridionale.

Stabilire dove siano i sottomarini nucleari è abbastanza complicato. Infatti, alla totale assenza di informazioni da parte cinese, si aggiunge il fatto che questi sono ormeggiati in basi attrezzate con installazioni sotterranee: veri e propri tunnel, che li nascondono alla vista (ed ai satelliti…). Quindi, l’unico modo di “beccarli”, spesso, è solo quando entrano o escono da questi tunnel.

Le basi conosciute che ospitano sottomarini nucleari sono tre:

  • Yulin e Longpo, sull’isola di Hainan;
  • Jianggezhuang, vicino Quingdao.

In quest’ultima sono ormeggiati, tra gli altri, i vecchi classe Han ancora in servizio e l’unico classe Xia costruito. Tutti i battelli sono inquadrati nella Forza Sottomarina della Marina della Repubblica Popolare Cinese.

Basi marina cinese
La mappa raffigura l’organizzazione delle Forze Armate della Repubblica Popolare Cinese, in particolare la marina. L’isola di Hainan si trova nella parte meridionale, nelle vicinanze di Zhan Jiang. Immagine tratta da Wikimedia Commons

Classificazione dei sottomarini nucleari cinesi

Tutte le navi in circolazione sono organizzate in “classi”. Cos’è una classe navale? In breve, si tratta di una serie di navi che hanno progetto e caratteristiche comuni. In altri termini: io progetto una nave e poi ne faccio quattro uguali (o quasi), basandomi su quel progetto.

Per quanto riguarda i nomi delle classi, ogni Paese ha regole sue, ma in Occidente (di solito) la classe prende il nome dalla prima unità della quale è stata approvata la costruzione, la cosiddetta “capoclasse” (che normalmente è anche la prima unità costruita).

In Cina non funziona così. Ogni classe navale viene identificata da un numero, diverso a seconda della tipologia, che può essere preceduto dalla parola “tipo“. Il “tipo”, in Cina, è un po’ l’equivalente del numero di progetto delle navi russe. La NATO, per semplificare, utilizza dei nomi in codice.

I sottomarini nucleari, in Cina, appartengono tutti alla “serie” 09, seguito da un numero. Ad esempio, quella che in Occidente si chiama classe Han in Cina è chiamata 09-I, oppure Tipo 091.

Sui nomi delle singole unità, i cinesi hanno delle regole precise. I sottomarini nucleari si chiamano tutti Chang Zheng, ovvero Grande Muraglia, seguito da un numero progressivo (quindi: Chang Zheng-1, Chang Zheng-2, ecc.). Il problema è che spesso non solo i nomi non vengono comunicati, ma sui vari battelli spesso non viene nemmeno dipinto il distintivo ottico (sarebbe un numero sulla fiancata/falsatorre che hanno più o meno tutte le navi militari. Serve a distinguerle a distanza). Quindi, c’è una forte incertezza sul numero di unità operative, anche perché le autorità cinesi sono piuttosto abbottonate su certi dettagli.

Classe Han in navigazione
Il Chang Zheng-5, ultimo esemplare della classe Han, fotografato in navigazione nel 1993. Immagine tratta da Wikimedia Commons

La costruzione dei sottomarini nucleari in Cina

Tutte le attività di sviluppo e costruzione di sottomarini nucleari in Cina sono gestiti dalla China Shipbuilding Industry Corporation (CSIC), un colosso da 300.000 addetti che ha riunito, in pratica, tutti i cantieri navali, gli enti di ricerca e gli uffici di progettazione navali attivi nel Paese asiatico.

La costruzione vera e propria avviene presso il cantiere navale Bohai, nella città di Huludao, controllato dalla CSIC. Questo è l’unico cantiere cinese a costruire sottomarini nucleari: da sempre, l’intera produzione è stata concentrata in questo impianto, che a volte potrebbe aver rappresentato un vero e proprio “collo di bottiglia”. Infatti, lo scarso numero di battelli costruiti potrebbe essere dovuto, oltre che a limiti tecnologici, anche ad un problema di “spazio” dentro il cantiere navale.

Negli ultimi anni, il cantiere Bohai è stato considerevolmente ampliato. Secondo alcune stime, potrà lavorare contemporaneamente a ben quattro sottomarini, aumentando di parecchio l’attuale capacità produttiva.