I sottomarini nucleari in Canada: un tentativo frustrato dagli USA

Il Canada, in passato, ha pensato di equipaggiare la sua marina (Royal Canadian Navy – RCN) con sottomarini nucleari. Questi battelli avrebbero dovuto costituire una classe, chiamata classe Canada e composta da 10-12 unità da attacco realizzate direttamente dai cantieri navali nazionali. Niente “roba” di nuova progettazione, però: esemplari di progetto britannico o francese, da costruire su licenza.

L’idea, molto semplice ed ambiziosa, era quella di dotare la marina di uno strumento utile a svolgere missioni a lunghe distanze e sotto il ghiaccio, in modo da rivendicare la sovranità canadese sull’Artico.

Tuttavia, alla fine non se ne fece nulla: a causa di problemi economici e (soprattutto) politici, il Canada rinunciò all’idea dei sottomarini nucleari, acquistando dei battelli subacquei convenzionali di fabbricazione britannica.

Vediamo come andarono le cose.

Antefatti: gli anni cinquanta

In Canada si iniziò a parlare di sottomarini nucleari fin dagli anni cinquanta. Nel marzo 1958, infatti, la marina ipotizzò di dotarsi di mezzi simili. Venne istituito un gruppo di studio apposito, che nel giugno 1959 arrivò alle sue conclusioni: si, i sottomarini nucleari avrebbero fatto comodo. L’ideale sarebbero stati cinque battelli, appartenenti alla classe Skipjack statunitense.

La RCN, tuttavia, era consapevole di un problema fondamentale: i costi. Di conseguenza, quando i militari proposero al Governo l’idea dei sottomarini, decisero di fornire due opzioni:

  • i già citati cinque sottomarini nucleari;
  • un certo numero di battelli convenzionali.

Sul numero, pare che i militari avessero “sparato alto” con la richiesta di ben 12 unità. Comunque, il Governo optò per la soluzione più economica, ovvero i sottomarini convenzionali. Quanto al numero, la RCN rimase piuttosto delusa, visto che alla fine furono acquistate appena tre unità. Si trattava di battelli della classe Oberon, di progetto e costruzione britannica, da circa 2.400 tonnellate in immersione e otto tubi lanciasiluri.

Classe Skipjack
Lo USS Skipjack (SSN-585) in navigazione negli anni sessanta. Il Canada valutò l’acquisto di sottomarini di questo tipo. Fonte: Wikimedia Commons

Sottomarini nucleari: il Canada ci riprova

La sostituzione della classe Oberon

Nei primi anni ottanta, la RCN si trovò nella necessità di sostituire i battelli classe Oberon, che stavano inesorabilmente invecchiando. I militari, quindi, decisero di richiedere un certo numero di sottomarini convenzionali: da quattro a dodici, specificando che dovevano essere in grado di operare sotto al ghiaccio.

Stavolta a proporre l’opzione nucleare fu il Ministro della Difesa Nielsen, che chiese uno studio sull’utilità dei battelli atomici. Questo studio, chiamato NSOS (Nuclear Submarine Option Study), concluse che la cosa era fattibile. Il Canada, per la “modica” cifra di cinque miliardi di dollari locali, avrebbe potuto realizzare in casa un certo numero di sottomarini nucleari da attacco di progetto inglese o francese.

Così, l’opzione nucleare entrò ufficialmente nel dibattito politico canadese, anche perché fu riportata nel Libro Bianco della Difesa del 1987.

Classe Oberon
Il sottomarino HMCS Onondaga, della classe Oberon, oggi trasformato in museo. Immagine derivata da Wikimedia Commons

I requisiti dei sottomarini nucleari canadesi

Va detto che il Canada aveva le idee piuttosto chiare, sia sulle caratteristiche sia su quello che avrebbe dovuto farci.

  • I sottomarini dovevano essere di un modello già esistente. Dunque, niente progetti nuovi o particolarmente innovativi. Si doveva trattare di una soluzione a basso rischio tecnologico.
  • Ne occorrevano dieci-dodici, , con il primo esemplare in servizio per il 1996.
  • Dovevano essere costruiti in Canada.
  • La strumentazione doveva essere aggiornata.
  • L’armamento doveva consistere in almeno sei tubi lanciasiluri da 533 mm, in grado di sparare i siluri Mark 48.
  • I sottomarini dovevano essere in grado di emergere attraverso tre metri di ghiaccio.

Lo scopo del grande Paese nordamericano, infatti, era quello di avere una marina capace di pattugliare gli oceani a grandi distanze, inclusi i mari artici. Questo avrebbe messo in grado la RCN di contribuire in modo determinante alle operazioni navali della NATO, oltre che ristabilire la propria sovranità nelle zone polari.

I sottomarini

Ma quali erano le opzioni per il Canada? Abbiamo visto che il Libro Bianco prevedeva di realizzare in casa dei battelli di progetto francese o britannico.

Vediamo meglio.

  • In Gran Bretagna in quel periodo stavano entrando in servizio i classe Trafalgar. Battelli all’epoca considerati ottimi (le magagne al reattore sarebbero emerse più tardi), ma che presentavano due problemi: avevano solo cinque tubi lanciasiluri ed occorreva il permesso statunitense per l’esportazione (lo vedremo meglio dopo).
  • In Francia c’erano i classe Rubis: più piccoli, ma con appena quattro tubi lanciasiluri e più lenti in immersione. Inoltre, non erano progettati per operare sotto il ghiaccio e non potevano utilizzare i Mark 48 (i francesi si offrirono di modificare il progetto). Vi era poi un problema industriale, visto che i francesi volevano realizzare i primi 4-5 esemplari in casa. Inoltre, erano più rumorosi. In compenso, sarebbero probabilmente stati un po’ più economici. Rimaneva sempre il problema del “permesso” americano.

Comunque, britannici e francesi mandarono un paio di battelli in Canada per valutazioni: l’HMS Torbay (Trafalgar) e il Saphir (Rubis).

La cancellazione del programma

Le polemiche

In Canada l’idea dei sottomarini nucleari non trovò tutti d’accordo. Anzi!

L’opposizione, sia politica che da parte della popolazione, fu fortissima.

  • Prima di tutto, i costi: calcoli ulteriori dimostrarono che sarebbero serviti otto miliardi e non cinque, e la cosa non sarebbe stata sostenibile per le finanze del Paese. Senza contare poi i costi operativi.
  • Le reazioni internazionali. L’Unione Sovietica non l’avrebbe presa bene.
  • Il terrore nucleare. L’incidente di Chernobyl era avvenuto poco prima, e vi era una diffusa preoccupazione per le conseguenze di un eventuale incidente.

Gli stessi militari, poi, non dovettero essere troppo convinti, visto che nessuno dei sottomarini proposti rispondeva in pieno ai requisiti.

Il “problema americano”

Vi era poi un problema fondamentale: gli Stati Uniti non erano d’accordo. E quindi? Il Canada è uno Stato sovrano: può un altro Paese influenzare la sua politica interna?

In certi casi, si.

  • Un trattato del 1958 di mutua difesa tra Stati Uniti e Gran Bretagna prevedeva che i primi potessero bloccare la vendita di tecnologie nucleari a Paesi terzi. In pratica, i britannici non potevano esportare sottomarini atomici (e determinate tecnologie) senza il permesso statunitense.
  • Vi era poi un trattato tra Stati uniti e Canada del 1959, che dava la possibilità agli USA di impedire ai vicini di acquistare reattori nucleari da terzi.

Insomma, senza il permesso statunitense, i canadesi non avrebbero mai potuto acquisire sottomarini nucleari completi, a meno di non costruirseli da soli.

Ma perché gli Stati Uniti non volevano? Semplice: temevano un impatto significativo sulle loro operazioni in quelle acque, oltre che possibili conflitti per lo strategico Passaggio a Nord Ovest.

Nonostante i tentativi diplomatici, non ci fu verso di far cambiare idea agli statunitensi: una flotta di SSN canadesi “non era né necessaria né benvenuta”.

La fine dei sottomarini nucleari canadesi

L’opposizione statunitense e le polemiche interne alla fine portarono alla cancellazione del programma canadese per una flottiglia di sottomarini nucleari da attacco.

Correva l’anno 1989.

Ma la cancellazione del programma lasciò diversi strascichi.

  • Il problema della sostituzione degli Oberon persisteva. Si trattava di battelli vecchi e non più attuali, e serviva qualcosa di più moderno. Per inseguire il “sogno nucleare”, la RCN aveva perso parecchio tempo. Questi battelli ebbero un sostituto solo nel 1998, quando venne firmato con la Gran Bretagna un contratto per l’acquisto di cinque sottomarini convenzionali della classe Upholder. Acquisto che fu seguito da parecchie polemiche: la marina britannica si era ritrovata con queste unità “sul groppone” perché aveva scelto di puntare tutto sul nucleare e quei sottomarini non gli servivano più. I battelli erano rimasti fermi per parecchio, ed il prezzo di 780 milioni di dollari venne considerato eccessivo.
  • Riduzione degli esemplari della classe Halifax. Si tratta di fregate lanciamissili, realizzate in 12 esemplari. Bene, la RCN decise di rinunciare ad ulteriori unità per finanziare i sottomarini nucleari. Sottomarini che non arrivarono mai.
Classe Upholder
Il sottomarino HMCS Victoria, della classe Upholder, fotografato nel 2004. Fonte: Wikimedia Commons

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